29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
Crisi libanese

Gerusalemme riunisce il gabinetto di sicurezza dopo gli scontri

Funzionario israeliano: il governo libanese ha una doppia responsabilità. Beirut: «Nuova aggressione»

GERUSALEMME - Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunirà questa mattina per discutere delle ripercussioni dei violenti scontri a fuoco di ieri al confine con il Libano, che hanno provocato la morte di almeno quattro persone, tre libanesi e un israeliano. «Il gabinetto di sicurezza si riunirà questa mattina per discutere delle conseguenze degli attacchi e della responsabilità del governo libanese», ha affermato un responsabile dello stato ebraico che ha richiesto l'anonimato.

«È infatti ovvio che il governo libanese sia doppiamente responsabile: l'attacco contro i nostri soldati si è prodotto mentre si trovavano in territorio israeliano e, in secondo luogo, sono stati i soldati libanesi ad aprire il fuoco, cosa che ha costretto gli israeliani a reagire», ha aggiunto la fonte.

Un portavoce militare di Beirut ha confermato che due soldati libanesi, di 31 e 39 anni, sono rimasti uccisi negli scontri di ieri, mentre altre quindici persone sono rimaste ferite. Lo stato ebraico, da parte sua, ha riferito che il tenente colonnello Dov Harari, 45 anni, ha perso la vita negli stessi incidenti, mentre un altro ufficiale è rimasto seriamente ferito.

Israele e il Libano si attribuiti reciprocamente la responsabilità delle violenze, le più sanguinose alla frontiera tra i due paesi dalla guerra del 2006 tra l'esercito israeliano e il movimento sciita libanese Hezbollah. Il comandante del settore del nord di Israele, il generale Gadi Eisencott, ha affermato che i soldati dello stato ebraico sono caduti in «un'imboscata» dei libanesi.

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