4 agosto 2020
Aggiornato 18:30
Dossier nucleare iraniano

Teheran ha accettato di trasferire uranio in Turchia

Ma la comunità internazionale è scettica. La Casa Bianca non si fida: «Servono i fatti». Russia: «Potrebbe non bastare, ma è un passo avanti»

TEHERAN - L'Iran ha accettato di trasferire in Turchia 1.200 kg del suo uranio arricchito al 3,5% in cambio di combustibile nucleare per il suo reattore di Teheran, utilizzato per la ricerca medica. Oggi a Teheran i ministri degli Esteri di Iran, Turchia e Brasile hanno firmato un accordo per questo scambio di combustibile, alla presenza dei presidenti iraniano e brasiliano, Mahmoud Ahmadinejad e Luiz Inacio Lula da Silva, e il premier turco Recep Tayyp Erdogan.

L'auspicio di Ahmadinejad - Dopo la firma, ha riportato l'agenzia di stampa Irna, Ahmadinejad ha espresso l'auspicio che i paesi del «5+1» (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) siano disposti ora di discutere con l'Iran «con onestà, rispetto e giustizia». «L'esperienza dell'incontro tripartito di Teheran - ha proseguito Ahmadinejad - dimostra che se la cooperazione si basa sull'amicizia e il rispetto, non c'è alcun problema». «Ma il problema dei colloqui con il '5+1' - ha aggiunto - è che certi suoi membri non rispettano questi principi, ed è per questo che non danno risultati».
Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha detto a sua volta che grazie a questo accordo non servono più le sanzioni contro Teheran, che la comunità internazionale - Stati Uniti in testa - vorrebbero imporre a causa del rifiuto di Teheran di accettare la proposta dell'Aiea (l'Agenzia internazionale per l'energia atomica) dello scorso ottobre per il trasferimento all'estero di gran parte dell'uranio arricchito iraniano arricchito debolmente, in cambio di combustibile nucleare.

Scettica la comunità internazionale - Ma dalle prime reazioni alla notizia dell'accordo non sembra che la comunità internazionale voglia dare credito alle intenzioni di Teheran. Israele ha accusato esplicitamente gli iraniani di aver «manipolato» Turchia e Brasile facendogli firmare l'accordo. La Germania ha detto che nulla può sostituire un accordo tra Teheran e l'Aiea, mentre per la Francia l'accordo di oggi - sia pure lodato dal ministro degli Esteri Bernard Kouchner - non risolve il problema di fondo del programma nucleare iraniano e del proseguimento da parte di Teheran delle attività di arricchimento dell'uranio. Anche per l'Unione Europea l'accordo tra Iran, Turchia e Brasile è insufficiente, mentre fonti diplomatiche vicine all'Aiea hanno detto che l'Iran resta in ogni caso sotto la minaccia di sanzioni da parte dell'Onu.

Obama: «Vogliamo i fatti» - Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs «prende atto degli sforzi fatti da Turchia e il Brasile» per negoziare un compromesso con l'Iran, sul nodo del programma nucleare. Ma Washington continua a non fidarsi di Teheran, che da anni ormai gioca al gatto con il topo con l'Agenzia Atomica delle Nazioni Unite e che non ha finora mostrato alcuna intenzione di obbedire agli obblighi nei confronti della comunità internazionale. Morale: Washington esprime «forte preoccupazione».
La posizione americana è affidata a un comunicato diffuso dal portavoce del presidente Barack Obama. Anche se Gibbs parla dell'ipotesi di un trasferimento dell'uranio arricchito fuori dall'Iran come di un «passo potenzialmente positivo», il suo messaggio resta comunque di sostanziale scetticismo sull'iniziativa diplomatica di Turchia e Brasile, che si oppongono in seno al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a un nuovo round di sanzioni contro l'Iran.

Mosca: «Un passo avanti» - L'accordo con tra Iran, Turchia e Brasile sull'uranio iraniano potrebbe non bastare, avverte la Russia. «Sorge la domanda, se sia sufficiente il livello delle operazioni concordate e se possa soddisfare tutta la Comunità internazionale», ha dichiarato il presidente Dmitri Medvedev da Kiev, commentando il patto firmato a Teheran per il trasferimento in Turchia in cambio di combustibile nucleare per un reattore utilizzato per la ricerca medica. Secondo il leader del Cremlino, «probabilmente serviranno altre consultazioni con la partecipazione di tutti coloro che sono coinvolti nel processo».
La Russia ha proposto in precedenza assieme alla Francia un piano per la consegna delle riserve di uranio iraniano da arricchire in funzione di un programma unicamente civile, ma il piano è naufragato. Ora Medvedev «saluta» con favore il nuovo accordo siglato a Teheran, dichiarandolo «un passo avanti». Ma non una soluzione definitiva.