17 luglio 2019
Aggiornato 07:00
Esteri. Ucraina

La Tymoshenko alle corde, oggi il voto di sfiducia

Crolla in parlamento la coalizione che sosteneva suo governo

KIEV - Fedele alla sua fama di campionessa dell'ostinazione, Yulia Tymoshenko non molla, ma da è ormai premier senza una coalizione a sostenerla in parlamento.
In pratica un primo ministro sull'orlo delle dimissioni forzate, spinta dall'ex alleato Viktor Yushchenko, che ha ritirato il suo partito dall'alleanza che fu arancione ai tempi della comune lotta contro Viktor Yanukovich, poi diventata una pesante coabitazione e sino a lunedì tenuta in vita dal 'terzo uomo', il centrista Volodimir Litvin, ora a capo del parlamento ucraino.
Ed è stato proprio lui ad annunciare la fine della coalizione parlamentare che ufficialmente ancora sosteneva la Tymoshenko.

Lei grida al tradimento, ma il neo-eletto Yanukovich fa sapere di avere già i numeri per destituire la premier e una mozione di censura è all'ordine del giorno per oggi.
«I nostri partner di coalizione, che rappresentano Nostra Ucraina-Autodifesa, hanno annunciato la fuoriuscita dalla coalizione, il che significa in pratica che la coalizione non esiste più», ha annunciato ieri Litvin, come riporta Interfax, lasciando intendere che la rottura del patto su cui ancora sperava di poter contare Yulia Tymoshenko è stata decisa da Yushchenko, ex alleato giunto ai ferri corti negli ultimi due anni con la premier. L'allenza, che già mostrava da settimane parecchie crepe, era formata dal Blocco Yulia Tymoshenko, dal partito Nostra Ucraina-Autodifesa (che fa capo all'ex presidente Viktor Yushchenko) e dal blocco diretto dallo stesso Litvin.

«La coalizione è stata distrutta in modo illegale», ha dichiarato Tymoshenko, puntando il dito contro ciò che ha definito «la rovina dell'ultima fortezza a difesa di tutto ciò che è ucraino». Secondo la premier, Yushchenko spera di prendere il suo posto, ma lo scenario non è in realtà considerato probabile a Kiev.

Per silurare l'ex eroina della rivoluzione arancione servono 226 voti sui 450 deputati che siedono nell'assemblea monocamerale di Kiev. «Una maggioranza in grado di creare una nuova coalizione si profila», secondo Olexandr Efremov, un esponente di peso del Partito delle Regioni che fa capo a Yanukovich. I conti sono presto fatti: 220 voti dal partito delle Regioni assieme a comunisti e al Blocco Litvin. Gli altri sei dal partito di Yushchenko, piccola incognita che non sembra preoccupare troppo il presidente. Nel carosello della politica ucraina, infatti, viene data sempre più probabile un'alleanza tra Nostra Ucraina, ex baluardo della linea filo-occidentale, e il Partito delle Regioni etichettato come filorusso. Per suggellare il patto contro natura gli alleati dell'ex presidente Yushchenko chiederebbero la poltrona di premier per l'ex capo del parlamento Arseni Yatsenyuk.

Il parlamento di Kiev ha 30 giorni per formare una nuova coalizione, poi il presidente potrebbe sciogliere l'assemblea e indire nuove elezioni. Un'opzione che Yanukovich starebbe considerando seriamente, secondo il suo entourage.