Obama «sfida» Pechino: riceverò il Dalai Lama
Dopo Google e Taiwan, un nuovo motivo di tensione tra le due Amministrazioni. Non ancora fissata la data dell'incontro
NEW YORK - Barack Obama non indietreggia davanti alla Cina e attraverso un suo portavoce fa sapere che a fine mese incontrerà a Washington il Dalai Lama, guida spirituale tibetana in esilio, anche se ciò farà infuriare Pechino. Il vice addetto stampa della Casa Bianca, Bill Burton, ha detto che la data dell'incontro non è ancora stata fissata. Gli Stati Uniti, ha precisato il portavoce, considerano il Tibet parte della Cina ma sono preoccupati per il mancato rispetto dei diritti umani nella regione autonoma himalayana.
TENSIONE - Durante una conferenza stampa oggi a Pechino, il responsabile per il Tibet del Partito Comunista cinese, Zhu Weiqun, ha detto che un inconto tra i due leader «minerebbe seriamente le fondamenta politiche delle relazioni sino-americane» e «minaccerebbe la fiducia e la collaborazione» tra i due paesi. E' la terza volta, dall'inizio dell'anno, che i vertici del cosiddetto G2 arrivano ai ferri corti: il 21 gennaio il Segretario di Stato, Hillary Clinton, aveva duramente attaccato la Cina per la sua decisione di oscurare il motore di ricerca Google e aveva apertamente accusato il paese di aver organizzato una serie di cyberattacchi; e ieri Pechino ha espresso «indignazione» nei confronti di Washington per la decisione degli Stati Uniti di vendere a Taiwan armamenti per 6,4 miliardi di dollari. Come prima ritorsione la Cina aveva annunciato la sospensione degli incontri militari di alto livello tra i due paesi.
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