22 febbraio 2020
Aggiornato 21:30
Rapimento Gilad Shalit

Netanyahu esclude di liberare i «simboli del terrorismo»

Il Primo Ministro israeliano lo ha detto ad una riunione del suo partito

GERUSALEMME - Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha escluso la liberazione da parte di Israele di dirigenti palestinesi «simboli del terrorismo», in cambio del soldato Gilad Shalit. «Non accetterò di liberare dei simboli del terrorismo e dei capi terroristi», ha dichiarato il capo governo a dei deputati del suo partito, il Likud. Lo si è appreso da fonti parlamentari. Netanyahu ha ribadito inoltre che Israele non accetterà che dei palestinesi condannati per implicazioni in sanguinosi attentati possano rientrare in Cisgiordania per uno scambio di prigionieri.

Simboli del terrorismo - I dirigenti israeliani definiscono solitamente «simboli del terrorismo» esponenti di spicco palestinesi condannati in Israele in connessione con degli attentati. In questa categoria, figura in particolare Marwan Barghouthi, un capo popolare del movimento Fatah del presidente palestinese Abu Mazen, accusato di aver avuto un ruolo di primo piano nella seconda Intifada. Barghouthi, in carcere in Israele, è stato condannato all'ergastolo nel 2004. Figura anche il leader del Fronte popolare di liberazione della Palestina (Fplp), Ahmed Saadat, condannato nel dicembre 2008 a trenta anni di reclusione da tribunale militare israeliano.

«Limite estremo» - Alla fine della settimana, un alto responsabile israeliano, parlando sotto anonimato, aveva affermato che il Primo ministro era «arrivato al limite estremo delle concessioni» richieste da Hamas. Israele e Hamas conducono dei negoziati indiretti, sotto l'egida dell'Egitto e da un mediatore tedesco, in vista della liberazione di Shalit. Il governo israeliano ha apparentemente accettato il principio di liberare centinaia di detenuti palestinesi in cambio del soldato ma si oppone al ritorno in Cisgiordania di alcuni di questi condannati per attentati anti-israeliani particolarmente sanguinosi. Hamas ha respinto queste condizioni accusando il governo israeliano di «ostacolare» l'accordo.