13 giugno 2024
Aggiornato 08:30
Colloqui di pace

Gli Usa ipotizzano sanzioni, Israele non gradisce

L'inviato Mitchell «minaccia» il ritiro del sostegno alle garanzie sui prestiti

GERUSALEMME - Hanno provocato irritazione nel governo israeliano le allusioni a statunitensi a possibili sanzioni contro lo stato ebraico per i negoziati di pace con i palestinesi.

In un'intervista, all'inviato statunitense George Mitchell è stato chiesto che tipo di pressioni potrebbero essere applicate a Israele per ottenere concessioni sui negoziati. In base alle leggi nazionali, ha sottolineato Mitchell, «gli Stati Uniti possono ritirare il sostegno a Israele sulle garanzie sui prestiti». Ha però chiarito di preferire la persuasione alle sanzioni.

L'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha però detto che lo stallo nei negoziati di pace va imputato ai palestinesi e non agli israeliani. Con l'amministrazione precedente, Israele ha ricevuto miliardi di dollari in garanzie, che rappresentano prestiti statunitensi con tassi di interesse vantaggiosi.

Washington li ha in passato tagliati a seguito della costruzione del «muro» di sicurezza in Cisgiordania.