23 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Mondo. Medio Oriente

Hamas: Shalit libero solo se Israele accetta nostre proposte

Meshaal: «In caso contrario non lo rivedranno». Disaccordi tra i dirigenti nella Striscia di Gaza e la leadership in esilio a Damasco

TEHERAN - Il responsabile dell'ufficio politico di Hamas, Khaled Meshaal, ha addossato oggi su Israele la responsabilità del ritardo nella liberazione del soldato israeliano Gilad Shalit, prigioniero dal 2006 del movimento islamico palestinese. «Lo scambio con Shalit avrà luogo quando gli israeliani avranno accettato le richieste di Hamas» sul rilascio di alcune centinaia di prigionieri palestinesi, ha dichiarato Meshaal nel corso di una conferenza stampa a Teheran.

«Se (il primo ministro israeliano Benjamin) Netanyahu e i dirigenti israeliani non risponderanno positivamente a queste richieste, non rivedranno Shalit», ha aggiunto il dirigente palestinese.

Ieri il presidente israeliano Shimon Peres aveva ricordato che la liberazione di Shalit non dipende solo da Israele. A frenare il negoziato sarebbero anche i disaccordi tra i dirigenti di Hamas nella Striscia di Gaza e la leadership in esilio a Damasco. Il gruppo palestinese ha chiesto la scarcerazione di centinaia di detenuti nelle carceri israeliane in cambio della liberazione di Shalit.

«Shimon Peres sa molto bene che è la parte israeliana che crea problemi», ha risposto oggi Meshaal, affermando che «i dirigenti di Hamas hanno tutti la stessa posizione» sull'argomento. «Abbiamo 11.000 prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e abbiamo dato una cifra precisa di prigionieri (che devono essere liberati) perché lo scambio abbia luogo», ha aggiunto.