11 dicembre 2019
Aggiornato 09:00
Esteri. Medio Oriente

Negato l'accesso a Gaza a una delegazione di eurodeputati

Crocetta (Pd): «serve intervento di Ashton e di Frattini. La situazione dei territori occupati è in aperta violazione dei diritti umani»

GAZA - L'accesso alla Striscia di Gaza è stato negato ad una delegazione di deputati europei. «Dopo due giorni di visita nei territori occupati della delegazione di diversi parlamentari europei inviati come osservatori in Palestina per verificare le condizioni in cui vivono i palestinesi (...) ci siamo visti negare l'accesso a Gaza, per motivi di sicurezza», ha spiegato Rosario Crocetta, del Partito democratico, inviato in delegazione assieme ad altri parlamentari in veste di osservatore.

«La decisione - continua l'eurodeputato - è stata presa due ore dopo le conclusioni del Consiglio dei ministri degli esteri dell'Ue che invitava le parti a riprendere il dialogo per il processo di pace nel Medio Oriente e ad avviare i negoziati su tutti gli aspetti del conflitto compreso il futuro status di Gerusalemme come capitale di due stati indipendenti».

«INTERVENGA LA ASHTON» - «Auspico adesso - aggiunge Crocetta - che ci sia l'intervento dell'Alto commissario Ue per la Politica Estera, Catherine Ashton e del Ministro degli esteri italiano Franco Frattini, in visita in queste ore in Israele, di concerto con i governi degli stati cui appartengono i parlamentari ( Italia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Grecia, Cipro) affinché si mobilitino per consentire tale visita».

«DIRITTI UMANI VIOLATI» - «La situazione dei territori occupati - ha aggiunto - è in aperta violazione dei diritti umani, abbiamo potuto verificare che diversi palestinesi vengono cacciati dalle loro abitazioni per essere occupate dagli israeliani che ricevono l'appoggio del governo. Occorre lavorare per il processo di pace, ma questo si può avere soltanto se vengono rispettati i diritti dei palestinesi ad avere la casa, ad avere lo Stato».

«I fatti di oggi - conclude Crocetta - sicuramente, mentre aprono una grande speranza, fanno riflettere di fronte a una volontà di Israele di lavorare per il riconoscimento dello stato indipendente palestinese».