22 luglio 2019
Aggiornato 20:00
Esteri. Elezioni Afghanistan

Ballottaggio in forse dopo rinuncia Abdullah

Riunita commissione elettorale, la decisione forse domani

KABUL - La Commissione Elettorale indipendente afgana si è riunita per prendere una decisione definitiva sullo svolgimento del ballottaggio delle elezioni presidenziali, dopo che uno dei candidati, l'ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah, ha deciso ieri di ritirarsi dal voto del 7 novembre denunciando il rischio di frodi elettorali.

Una decisione definitiva dovrebbe arrivare non prima di domani: già ieri tuttavia la Commissione aveva indicato che la legge obbligava allo svolgimento di un secondo turno, non essendo contemplata l'eventualità del ritiro di un candidato dopo i termini previsti per una eventuale rinuncia.

Il presidente uscente e a questo punto unico candidato in lizza, Hamid Karzai, si era detto ieri disposto ad accettare qualsiasi decisione di un'autorità competente ma aveva sottolineato che il governo non è tenuto a rispettare quanto stabilito dalla Commissione, il che lascerebbe nelle mani della Corte Suprema una decisione legale definitiva.

PROBLEMI DI LEGITTIMITÀ - La decisione di Abdullah pone un serio problema di legittimità per il governo di Karzai: lo svolgimento del secondo turno appare infatti a questo punto inutile dal punto di vista dell'esito finale, costoso da organizzare e sotto la minaccia delle violenze dei talebani; tuttavia, sottolineano gli analisti, Karzai si trova di fronte a un dilemma: se il ballottaggio non dovesse tenersi Abdullah potrebbe rifiutarsi di riconoscere l'autorità del Presidente, alla luce di un primo turno elettorale macchiato da numerose frodi (il 25% dei voti annullati) che rimarrebbe l'unica investitura ricevuta da Karzai; d'altra parte, è probabile che la partecipazione al secondo turno sia talmente bassa da inficiare comunque la legittimità del voto.

La Costituzione afgana - come ha sottolineato la stessa Commissione - non lascerebbe spazio a soluzioni alternative che non siano quella di far svolgere comunque un secondo turno, nonostante fosse stata proposta anche la celebrazione di una nuova Loya Jirga con la partecipazione anche dei talebani più moderati. Proprio i talebani vengono considerati i maggiormente beneficiati dall'attuale crisi politica, che potrebbe portare a un maggior numero di reclutamenti e a una maggiore influenza sull'opinione pubblica afgana.