19 novembre 2019
Aggiornato 05:30
Tribunale Penale Internazionale (Tpi)

Falsa partenza per processo Karadzic: anche domani sarà assente

L'ex leader serbo-bosniaco chiede tempo per preparare difesa

L'AIA - Radovan Karadzic non comparirà neppure domani davanti al Tribunale Penale Internazionale (Tpi) per l'ex Jugoslavia, riferisce uno dei suoi avvocati, confermando che l'ex leader serbo-bosniaco intende, almeno per ora, boicottare il processo all'Aia. Tesi smentita dai legali di Karadzic: «Non boicotta il processo, non lo evita, non ha rinunciato al suo diritto di presenziare, ma semplicemente chiede più tempo per prepararsi», ha argomentato Marco Sladojevic, uno degli 'assistenti giuridici' dell'imputato, che in aula intende però difendersi da solo.

Oggi la prima udienza si è aperta senza Karadzic, che aveva chiesto 10 mesi supplementari per elaborare la propria linea difensiva e che aveva annunciato la scorsa settimana la decisione di non presentarsi. Il processo è stato aggiornato a domani e il giudice che presiede - il sud-coreano O-Gon Kwon - potrebbe decidere di procedere anche senza l'imputato, che deve rispondere di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra per il suo ruolo nel conflitto bosniaco del 1992-95.

Il rinvio de facto del processo ha suscitato l'ira dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime della guerra di Bosnia, con circa 100.000 morti, 2,2 milioni di profughi e molte ferite mai del tutto rimarginate. Un capitolo particolarmente tragico è quello del massacro di Srebrenica del luglio 1995, quando furono trucidati oltre 7.000 uomini e giovani musulmani. Karadzic, si legge nell'atto d'accusa, «aveva concepito con altre persone un progetto condiviso per eliminare i musulmani di Srebrenica, uccidendo gli uomini e i ragazzi e cacciando le donne, i bambini e parte degli anziani».

Catturato la scorsa estate a Belgrado dopo 13 anni di latitanza, l'uomo atteso alla sbarra si dichiara non colpevole e rivendica un patto con gli Usa per l'immunità in cambio della rinuncia all'attività politica. Stamani di fronte al Palazzo del Tribunale dell'Aia un centinaio di persone - essenzialmente donne, le 'madri di Srebrenica' - hanno manifestato contro l'assenza al processo di Karadzic. In aula, una trentina di parenti delle vittime hanno dato sfogo alla loro rabbia urlando e protestando, quando il giudice ha deciso di aggiornare l'udienza. «È come se i nostri cari fossero stati uccisi una seconda volta», ha dichiarato alla stampa Munira Subasic, 62 anni, che ha perso alcuni familiari a Srebrenica.