16 luglio 2019
Aggiornato 01:30
Reazioni. Elezioni in Afghanistan

L'ONU avverte: «Ballottaggio non sarà perfetto»

Ad avvertire del rischio è stato il capo della missione in Afghanistan, il norvegese Kai Eide. E l'Ue teme di non riuscire a inviare osservatori

KABUL - Dopo tante pressioni per convincere il presidente afgano Hamid Karzai ad accettare il risultato delle inchieste sui brogli elettorali, ora il ballottaggio sembra «il solo scenario possibile», come ha insistito oggi il principale rivale di Karzai, Abdullah Abdullah. Ma la data ravvicinata scelta dalla Commissione elettorale afgana, il 7 novembre, promette di rendere il secondo turno più caotico del primo. Ad avvertire del rischio oggi è stato il capo della missione dell'Onu in Afghanistan, il norvegese Kai Eide.

«Il secondo turno non sarà perfetto. Siamo in un paese in guerra ed è necessario ricordarselo», ha dichiarato Eide alla Tv araba satellitare Al-Jazeera. Eide ha sostenuto che sarebbe «normale» che la partecipazione al ballottaggio fosse ancor più bassa che al primo turno, quando toccò il 38,7%: d'altronde, con l'inverno sempre più vicino, mezzi di comunicazione limitati e 17 milioni di votanti registrati in più di 4.000 villaggi, spesso a centinaia di chilometri l'uno dall'altro, una bassa affluenza sembra quasi scontata.

Eide non ha escluso nemmeno nuove frodi, limitandosi a prevedere che saranno «meno numerose dell'ultima volta». Per cercare di limitarle, il segretario dell'Onu Ban Ki-moon ha indicato di voler «sostituire più di 200 scrutatori» che «si sono resi complici di metodi fraudolenti». Anche l'Unione Europea, da parte sua, ha annunciato che non sarà in grado di inviare tutti i suoi osservatori in tempo. Secondo il ministro degli Esteri svedese Carl Bildt, il cui paese assicura la presidenza di turno dell'Ue, «mobilitare un così largo numero di persone in un tempo così breve non sarà possibile. Inoltre, la sicurezza nel sud e nell'est del paese, in particolare, è evidentemente difficile».

In queste condizioni la «credibilità» del voto del 7 novembre, auspicata da molte cancellerie occidentali e oggi stesso dai ministri degli Esteri di Italia e Gran Bretagna, Franco Frattini e David Miliband, appare a rischio. Oggi infine, il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha definito «certamente possibile» che il presidente americano Barack Obama prenda la decisione sull'invio di nuove truppe in Afghanistan prima della data del ballottaggio.