14 novembre 2019
Aggiornato 05:00
Elezioni Afghanistan, secondo turno il 7 Novembre

Abdullah: «Nessuna alternativa al ballottaggio»

Sicurezza, astensione, brogli: la logistica preoccupa l'Occidente dato che la geografia del paese di certo non aiuta

KABUL - L'inverno si avvicina e il tempo corre veloce: il ballottaggio per le presidenziali afgane è stato fissato per il 7 novembre prossimo e i dubbi sulla credibilità di questo secondo turno elettorale restano pesanti, nonostante le rassicurazioni di Hamid Karzai e di alcuni leader internazionali.

Sicurezza, astensionismo e brogli: sono queste le principali sfide da vincere per avere - come ha detto il ministro degli Esteri britannico David Miliband - un voto «credibile, espressione legittima della volontà del popolo afgano». Una strada che non ha alternative, secondo lo sfidante del presidente uscente, Abdullah Abdullah: il ballottaggio è «l'unico scenario possibile», ha spiegato, escludendo di fatto l'ipotesi di un accordo politico con il suo avversario Karzai per la formazione di un governo di coalizione.

L'ex ministro degli Esteri afgano ha ringraziato Karzai per avere accettato l'organizzazione del ballottaggio, dopo l'accertamento di brogli al primo turno. Abdullah ha chiesto il rispetto della «data prevista» ed ha espresso il desiderio che la nuova tornata elettorale possa svolgersi «in buone condizioni, sia sul piano della sicurezza che della trasparenza». Lo stesso segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, ha messo in guardia sulle «enormi sfide da affrontare per portare a buon fine» il secondo turno.

E in effetti, la logistica del voto rappresenta una delle principali preoccupazioni delle autorità locali. I 17 milioni di cittadini aventi diritto al voto sono registrati in più di 4.000 villaggi disseminati in tutto il paese, talora a centinaia di chilometri l'uno dall'altro. E la geografia dell'Afghanistan di certo non aiuta. La capitale Kabul si trova a 1.800 metri sopra il livello del mare; sulle cime più alte delle montagne cominciano ad apparire i primi fiocchi di neve. E nelle aree di confine del paese, alcuni villaggi sono ubicati a 7.000 metri di altezza.

Alcuni dei paesi che contribuiscono alla missione Nato in Afghanistan, come gli Stati Uniti e l'Italia, hanno già confermato che i rinforzi inviati per la sicurezza durante il periodo elettorale resteranno fino alla conclusione delle operazioni di voto. La strategia post elettorale della Nato, d'altra parte, sarà discussa già domani e venerdì dai ministri della Difesa dell'Alleanza, che si riuniranno a Bratislava, in attesa della decisione del presidente degli Stati Uniti Barack Obama sull'invio dei rinforzi, come richiesto dal generale Stanley McChrystal.