22 luglio 2019
Aggiornato 21:00
Esteri. Elezioni in Afghanistan

La pressione internazionale spinge Karzai al II turno

La decisione di tenere il ballottaggio il prossimo 7 novembre accolta con grande soddisfazione dai principali leader occidentali

KABUL - Sottoposto a forti pressioni da parte della comunità internazionale, il presidente uscente afgano Hamid Karzai ha accettato i risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziali, che gli attribuiscono il 49,67% dei voti, e che lo costringono a un secondo turno contro il suo rivale, l'ex ministro degli Esteri Abdullah Abdullah.

La commissione elettorale ha così accettato le indicazioni della Commissione per i reclami, la quale aveva annunciato la necessità di annullare per brogli oltre un milione di voti. La decisione di Karzai sottoporsi il prossimo 7 novembre al ballottaggio, annunciata in una conferenza stampa a Kabul alla presenza del senatore Usa John Kerry e dell'inviato delle Nazioni Unite in Afghanistan Kai Eide, è stata subito accolta con grande soddisfazione dai principali leader occidentali.

«Accolgo con favore la decisione del presidente Karzai di accettare le richieste della Commissione Elettorale Indipendente e di partecipare al secondo turno delle elezioni», ha detto il presidente americano Barack Obama. Dello stesso tenore anche le dichiarazioni espresse dal premier britannico Gordon Brown e dal presidente francese Nicolas Sarkozy. Brown in particolare ha voluto elogiare la «statura da capo di Stato» dimostrata oggi da Karzai.

Anche il governo italiano ha commentato positivamente le notizie provenienti da Kabul. «La comunità internazionale continuerà ad assistere le Forze di Sicurezza Nazionale afgane per offrire maggiori possibilità di votare al secondo turno», ha detto in una nota il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha precisato a sua volta che i circa 400 militari italiani inviati in Afghanistan come rinforzo per le elezioni presidenziali resteranno «fino al termine del processo elettorale».