23 agosto 2019
Aggiornato 14:00
Esteri. Iraq

Scarpe contro Bush, il reporter libero domani da «eroe»

Case, macchine, mogli e anche un cavallo italiano col suo nome

BAGHDAD - Domani sarà il «Muntasar al Zaidi Day«: uscirà di prigione il giornalista che ha osato scagliare, una dopo l'altra, le sue scarpe contro Bush durante l' ultima conferenza stampa del presidente americano a Baghdad. Un mito, un eroe per il mondo gli iracheni e per tutto il mondo arabo. Per lui sono in programma grandi festeggiamenti. Domani da tutte le tribù irachene, da Ramadi a Nassirya, sciiti e sunniti manderanno delegazioni per celebrare il ritorno a casa di Muntasar. Ci sarà un grande banchetto di ringraziamento.

In arrivo anche regali e riconoscimenti di ogni tipo: case, automobili e mogli. E, piccola curiosità, alle prossime aste di purosangue in Italia, a Settimo Milanese, tra una settimana, passerà sotto il martello del banditore anche un puledro di sangue eccelso che porta il suo nome e che certamente potrebbe fare gola agli emissari dello Sceicco del Dubai o dell'Aga Khan.

Le cronache di queste ultime ore che mandano alla liberazione del giornalista ci hanno riferito di iniziative di ogni tipo in favore del redattore della tv privata irachena Al Baghdadya: di un saudita che era disposto a pagare 10 milioni di dollari per le scarpe; di un iracheno di Rabat che ha chiamato l'emittente per offrire a Muntasar la sua figlia in sposa, di un palestinese dei Territori che vendette metà delle sue capre per pagargli il processo e che ora gli offre, anche lui, in sposa una delle sue figlie «rivestita d'oro». Un marocchino gli regalerà un cavallo con una sella d'oro.

E poi, tra le tante curiosità del momento, c'è quel n. 267 di catalogo che passera il 22 settembre all'Asta Selezionata di Settimo milanese, la massima vetrina internazionale per la produzione italiana di purosangue per il galoppo. Ci sarà anche il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia, ma ci saranno anche gli agenti dei big buyers internazionali: arabi, inglesi, irlandesi, francesi e da qualche tempo anche cinesi.

Il numero 267, fatto nascere in Irlanda da una fattrice italiana, sia chiama appunto Muntasar, anche se - per la complessità delle procedure tra l'Unire italiano e il Jockey Club britannico che tiene lo Stud book internazionale dei purosangue - il nome non è riportato in catalogo. Ma sul «passaporto» c'è.

Lo presenta, alle aste di Settimo Milanese, l'Azienda agricola Antonio Rosati Colarieti, una «griffe» illustre, che ha dato cavalli vincitori in tutte le più grandi corse del mondo. Ma non sono i Rosati gli allevatori. «Non siamo nè arabi, nè musulmani - dice ad Apcom il vero allevatore che preferisce mantenere l'anonimato - Siamo italianissimi. Semplicemente ci ha divertito mettere il nome di un giornalista coraggioso a un cavallo che pensiamo coraggioso, perchè madre e sorelle lo sono state ai massimi livelli».

Muntasar è un figlio di Blu Meltemi, una cavalla plurivincitrice che arrivò seconda di un soffio a Milano nelle Oaks d'Italia, la più importante corsa internazionale per femmine di 3 anni che si disputa in Italia, battendo, tra le altre, Story Line, la cavalla della regina Elisabetta d'Inghilterra.

Shamardal, il padre, è uno stallone di grido degli sceicchi del Darley, che hanno allevamenti negli Stati Uniti, in Irlanda, in Inghilterra e una grande scuderia in Dubai. In sei grandi corse internazionali Shamardal ha ottenuto sei vittorie. Sul libro degli stalloni è reclamizzato così: «nessuno, in corsa, ha mai messo la testa davanti a lui». Partiva primo e arrivava primo.

Muntasar, lo yearling, (così si chiamano i cavalli di un anno e mezzo d'età), ovviamente, non sa nulla di tutto questo e si trastulla, dopo la giostra, tra palloni colorati e birilli nel «parco giochi» allestito in uno dei bei paddock verdi di Limiti di Greccio, nel reatino, dove i Rosati Colarieti hanno l'allevamento italiano (ne hanno un altro vicino Newmarket, in Inghilterra).

Sono gli ultimi giorni prima delle aste e la preparazione atletica deve continuare ad andare di pari passo con quella psicologica. «Non devi fare brutta figura davanti agli uomini dello sceicco Al Maktoum! Vero Muntasar?».