30 marzo 2020
Aggiornato 18:30
Esteri. Libano

Gen. Graziano: «Niente prove riarmo Hezbollah in zona Unifil»

«Indagini proseguono: razzi lanciati da regione di Tiro»

AL NAQUORA - Ancora nessuna conferma sul fatto che i razzi lanciati ieri dal Libano verso il nord di Israele siano stati sparati da guerriglieri provenienti dai campi profughi palestinesi, né su un riarmo di Hezbollah nella zona di competenza dell'Unifil. A spiegarlo, in una conferenza stampa nella sede del comando di Unifil di Al Naqoura, è stato il generale di divisione Claudio Graziano, comandante della missione di peacekeeping dell'Onu con circa 12.000 uomini, di cui la maggioranza italiani, francesi e spagnoli.

«Sono ancora in corso le indagini», ha precisato Graziano. «Al momento non possiamo confermare le voci che giungono da fonti israeliane secondo cui a lanciare i missili siano stati esponenti provenienti dai campi profughi palestinesi. Dalla fine della guerra nel 2006 è la sesta volta che si registrano episodi del genere. Non tenendo conto delle volte che siamo riusciti ad intervenire impedendo i lanci».

Unifil «garante» - Graziano ha sottolineato che non ci sono prove dietro le voci che parlano di un riarmo di Hezbollah all'interno della zona di competenza dell'Unifil. «Noi siamo i garanti che ciò non avvenga. Dal fiume Litani in giù fino alla 'Blue Line', ovvero la linea che divide il Libano da Israele - ha proseguito Graziano - controlliamo che nessuno possegga armi al di fuori delle forze armate libanesi. Per questo sosteniamo i militari libanesi affinché non ci siano traffici illegali di armi».

Razzi lanciati da Tiro - Graziano ha confermato che la base di lancio è stata localizzata dalla zona di Qlaileh, circa sei chilometri a sud della città libanese di Tiro, e che i razzi sono caduti a nord della città israeliana di Nahariya. «I problemi restano al confine con la Siria, dove i controlli sono molto piu' difficili», ha concluso Graziano.

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