28 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Esteri. Afghanistan

In Afghanistan libero giornalista condannato per offesa a islam

Rischiava la morte per ricerca sui diritti delle donne

KABUL - Dopo venti mesi di prigione e grazie a 100mila firme a favore del suo rilascio, ha ottenuto l, libertà Sayed Pervez Kambaksh, lo studente afgano condannato a morte per aver scaricato dalla Rete informazioni sui diritti delle donne. Il ragazzo, 24 anni, ora vive fuori dall'Afghanistan dopo essere stato segretamente perdonato dal presidente afgano Hamid Karzai, scrive The Independent. Il ragazzo è stato costretto a lasciare il paese senza nemmeno riuscire a salutare la sua famiglia.

Diversi estremisti islamici, tra cui personaggi politici vicini al governo di Karzai, hanno chiesto a gran voce la testa dell'aspirante reporter afgano e hanno criticato la sentenza della corte d'Appello che ha invece mutato la condanna a morte in 20 anni di prigione. La salvezza dello studente è dovuta in gran parte alla campagna promossa proprio da The Independent che ha reso nota la sua storia.

Kambaksh era stato arrestato nell'ottobre del 2007 dopo che alcuni studenti e membri dell'università di Mazar-i-Sharif lo avevano accusato di diffondere materiali sui diritti delle donne che insultavano l'Islam. Tre mesi dopo è stato condannato a morte per blasfemia. Il ragazzo spiegò a The Independet che era stato costretto a confessare con la forza e che gli era stata negata qualsiasi difesa legale durante il processo a porte chiuse durato appena quattro minuti.