16 settembre 2019
Aggiornato 08:30
Nucleare iraniano

Russia: «5+1 non pensa a nuove sanzioni a Iran»

Mosca: «Negoziati su Start-1 non c'entrano con sanzioni a Teheran»

MOSCA - Il gruppo del 5+1, cioè i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna) più la Germania, impegnati nei negoziati con Teheran sul programma nucleare iraniano, non ha in programma di indurire le sanzioni contro il paese degli ayatollah. E' quanto scrive l'agenzia russa Interfax citando una fonte del ministero russo degli Esteri.

La fonte diplomatica si è detta certa che la questione iraniana non possa essere risolta solo con le sanzioni. «Molto è già stato fatto in questa direzione - ha detto - Sono già state approvate cinque risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu, tre delle quali comprendevano sanzioni». All'interno del sestetto la Russia fa pressione affinché il Consiglio di Sicurezza Onu adotti misure di dialogo che spingano Teheran ad adottare un approccio più costruttivo. Linea che, secondo la fonte, si starebbe rivelando di maggioranza all'interno del gruppo.

Inoltre, la stessa fonte precisa che Mosca non intende accettare scambi in materia di Iran e nucleare. In particolare non accetterà l'ipotesi di rafforzare le sanzioni contro Teheran in cambio di un nuovo trattato per la limitazione delle testate nucleari entro il prossimo mese di dicembre, quando scadrà il Trattato Start firmato il 5 dicembre del 1991.

Il Trattato Start-1 limita gli arsenali nucleari a un numero di testate compreso fra 1.700 e 2.200. «Il legame tra le due cose (le sanzioni contro l'Iran e il rinnovo dell'accordo) è senza fondamento. Non si accettano negoziati su questi due temi così diversi per sostanza e forma», ha detto la fonte del ministero russo. Gli Usa sperano invece che un nuovo trattato Start possa rendere più collaborativa la Russia nei confronti del regime iraniano.