17 luglio 2019
Aggiornato 02:00

Scotland Yard accusata di «waterboarding» su spacciatori

Sotto inchiesta sei poliziotti dopo raid a nord di Londra

LONDRA - Sei poliziotti di Scotland Yard sono stati sospesi perché accusati di aver utilizzato la tecnica del waterboarding, l'annegamento simulato, per interrogare presunti spacciatori di droga. La notizia viene ripresa da tutti i principali media britannici. Tale pratica, utilizzata dalla Cia su sospetti terroristi vicini ad al Qaida, è stata duramente criticata il mese scorso dal presidente americano Barack Obama che l'ha paragonata a un atto di tortura.

La Commissione indipendente che valuta le rimostranze mosse contro la polizia britannica (Ipcc), scrive The Guardian, ha fatto sapere che è stata aperta un'inchiesta sulla condotta tenuta da alcuni agenti di Enfield, quartiere a nord di Londra, durante un raid anti-droga avvenuto nella zona e nel vicino quartiere di Tottenham a fine novembre quando furono arrestati una donna e quattro uomini. Né l'Ipcc né la Metropolitan Police hanno per ora voluto rivelare quali siano le accuse ma fonti riferiscono di poliziotti che avrebbero infilato al testa delle persone fermate dentro secchi d'acqua. Documenti dell'Ipcc parlerebbero esplicitamente di «waterboarding».

Nell'inchiesta rientrerebbero anche l'accusa di aver manipolato le prove e aver confiscato i beni degli arrestati. I quattro uomini e la donna fermati vennero sulle prime accusati per il possesso di una grande quantità di cannabis e di droga di classe C, ma quattro mesi dopo il caso venne abbandonato perché l'autorità giudiziaria competente aveva stabilito che «non sarebbe stato nell'interesse pubblico proseguire». Al momento nessuno dei sei poliziotti sospettati si trova in stato di arresto.