21 settembre 2019
Aggiornato 06:30

USA, Bush difende le sue scelte e dice: la libertà prevarrà

Della Casa Bianca gli mancano L'Air Force e la cucina

Benton Township, Michigan - Alla fine, gli Stati Uniti riusciranno a sradicare il terrorismo e a tornare a un'era di prosperità economica. Parola di George W. Bush, ex presidente degli Stati Uniti, che ha parlato all'Economic Club del Southwest Michigan, difendendo le scelte di politica estera prese durante il suo mandato. «Così come la libertà finirà con il prevalere - ha detto - la nostra economia sarà l'invidia del mondo».

Il predecessore di Barack Obama è tornato a paragonare la battaglia ideologica che gli Stati Uniti combattono contro gli estremisti islamici a quella che il paese ha combattuto contro i fascisti e i comunisti. Ma, ha precisato, «sono fiducioso sul fatto che il finale sarà felice, e questo perchè la libertà vince sempre».

Decidere di attaccare l'Iraq, ha ammesso, è stato «difficile», ma lui spera che un giorno la gente capirà che si è trattato di una decisione giusta, presa per garantire la pace. Anche perchè «il credo secondo cui la libertà è universale esiste nelle anime di tutto il mondo». Riguardo all'utilizzo della tortura durante gli interrogatori dei sospetti terroristi, Bush ha così risposto. «Abbiamo preso una decisione nell'ambito della legge al fine di raccogliere informazioni (di intelligence). Dunque posso dire a me stesso: ho fatto il mio dovere, che è stato quello di proteggere il popolo americano».

Riguardo a Obama, Bush è stato sportivo. «Non ero contento quando un ex presidente criticava il mio operato, e dunque non criticherò il mio successore. Gli auguro il meglio».

Ma cos'è che gli manca di più della Casa Bianca? L'ex presidente ha citato i voli sull'Air Force One, i pasti preparati dalla cucina della Casa Bianca e l'ispirazione che riceveva ogni volta che incontrava il personale militare degli Stati Uniti.

Dal pubblico si è poi levato un coro di applausi, quando Bush ha detto che vuole essere ricordato per essere stato un presidente «che si presentava in ufficio promuovendo un set di valori, e che non ha mai voluto sacrificare i suoi principi per essere più popolare».

Un affondo è arrivato però quasi immediatamente da Mark Brewer, presidente del partito democratico del Michigan. «Deve avere molto coraggio a venire in Michigan senza ammettere i danni che la sua politica ha arrecato allo stato».

Le proteste dei residenti del Michigan sono state in generale piuttosto pacate, visto che appena otto persone si sono presentate con cartelloni con cui lo hanno accusato di essere un assassino e un traditore.