3 dicembre 2022
Aggiornato 06:30
Assicurazioni

Generali, l'offensiva di Caltagirone: spinta agli utili e più acquisizioni

«Awakening the lion - Risvegliare il Leone»: Francesco Gaetano Caltagirone, secondo azionista della compagnia assicurativa, svela il proprio piano, alternativo a quello messo a punto dall'attuale Ceo, Philippe Donnet

Francesco Gaetano Caltagirone
Francesco Gaetano Caltagirone Foto: Giuseppe Lami ANSA

«Awakening the lion - Risvegliare il Leone. Il vostro sostegno per ripristinare la leadership di Generali nell'arena assicurativa globale». Francesco Gaetano Caltagirone, secondo azionista della compagnia assicurativa, svela il proprio piano, alternativo a quello messo a punto dall'attuale Ceo, Philippe Donnet, e lancia il sito e il numero verde per presentare ai soci la sua strategia di rilancio, in vista del voto per il rinnovo del cda in occasione dell'assemblea del 29 aprile.

«Questa è un'importante opportunità per ottenere la discontinuità gestionale di cui Generali ha grande bisogno», si legge su awakeningthelion.com. Vogliamo realizzare «un programma strategico molto più ambizioso rispetto al piano presentato dalla società». Generali, sottolinea, «sta perdendo posizionamento competitivo negli ultimi anni, con il risultato di avere perso 8 miliardi di capitalizzazione tra il 2005 e il 2021» e il piano «Lifetime Partner 24» presentato a metà dicembre da Donnet, «non cambia rotta al declino della compagnia» e «non si focalizza sulle principali debolezze della compagnia».

Nel dettaglio, il contro-piano dell'imprenditore romano stima utili a circa 4,2 miliardi nel 2024, con una crescita media annua 2021-24 dell'EPS superiore al 14% attraverso interventi di carattere organico e non, una cassa potenzialmente disponibile per attività di M&A fino a circa 7 miliardi e un maggior taglio dei costi, con un target di cost/income del 55% dall'attuale 64%. Previsti, inoltre, una generazione di cassa cumulata disponibile per circa 9,5-10,5 miliardi nel 2022-24 e 1,5-1,6 miliardi di investimenti in trasformazione digitale e tecnologica. Sul fronte M&A, la nuova strategia si baserà su un limitato numero di operazioni di maggiori dimensioni in ambito Danni e in aree geografiche di interesse, nell'asset e nel wealth management, nel Fintech e nell'Insurtech. E', quindi, prevista una revisione approfondita della presenza geografica, con il consolidamento della leadership in Italia, Francia e Germania, crescita nell'est Europa, Cina e India e lo sviluppo della presenza in USA soprattutto in ambito asset management.

Confermati i dividendi previsti dall'Investor Day del 15 dicembre per il triennio 2022-24, così come è confermato il piano di riacquisto di azioni.

La nostra lista, spiega il gruppo Caltagirone, promuove una differente strategia fatta di semplificazione e maggiori investimenti, sicuri di ottenere così maggiori risultati: un programma basato su 5 chiare leve strategiche; un ritmo di crescita degli utili doppio rispetto a quanto previsto dall'ultimo piano; l'attenzione a costruire una Generali moderna, pronta per le sfide del 2025, con focus su tecnologia, mix di business e riduzione dei costi; l'impegno a non intaccare la remunerazione degli azionisti rispetto a quanto previsto dall'ultimo piano.

Proponiamo, si legge ancora sul sito, «una governance che risponda alle best practice di mercato»: amministratore delegato (Luciano Cirinà) e presidente (Claudio Costamagna) con competenze altamente complementari e un track record di grande successo nella creazione di valore per le aziende; consiglieri fortemente qualificati e alta percentuale di indipendenti; tolleranza zero verso i conflitti di interesse degli azionisti, tramite una revisione stringente delle procedure per le operazioni con parti correlate e la presidenza del Comitato OPC a un Lead Independent Director; ribilanciamento dei poteri del Ceo e responsabilità diretta dell'azionista proponente rispetto al successo della lista: l'investimento economico dell'azionista è direttamente proporzionale ai propri diritti di voto.

La governance attuale, sottolinea Caltagione, «impedisce la crescita della compagnia e la massima creazione di valore per tutti gli azionisti, con «una significativa influenza del principale azionista, avente un conflitto di interesse su taluni business del gruppo e un accentramento nel tempo di eccessivi poteri in capo al Ceo».