28 settembre 2021
Aggiornato 19:00
Lettera a Repubblica

Maurizio Landini: «Se il Governo ritiene serva obbligo vaccinale faccia una legge»

Il Segretario della CGIL: «La nostra Costituzione indica questa soluzione per tenere insieme i diritti inviolabili delle persone e la necessità di garantire e tutelare la salute pubblica»

Il Segretario della CGIL, Maurizio Landini
Il Segretario della CGIL, Maurizio Landini ANSA

«La Cgil ha sostenuto e continua a sostenere la campagna vaccinale in Italia e nel mondo. Ci stiamo battendo affinché vengano sospesi i brevetti sui vaccini» che ne impediscono la diffusione nei Paesi economicamente più deboli «mentre il virus non conosce confini. Inoltre la Cgil, diversamente da altri, non ha mai posto questioni di principio sullo strumento del Green Pass, pur in presenza di raccomandazioni europee a non adottare norme discriminatorie. Diciamo una cosa molto semplice: se il governo ritiene che il vaccino debba essere obbligatorio per tutti, proponga subito al Parlamento una legge. Noi non siamo contrari. La nostra Costituzione indica questa soluzione per tenere insieme i diritti inviolabili delle persone e la necessità di garantire e tutelare la salute pubblica, l'interesse e la sicurezza della collettività. Perché il governo non lo fa?». Così Maurizio Landini, segretario della Cgil, che in una lettera a La Repubblica afferma di voler intervenire sul dibattito che si è innescato a seguito di una sua intervista lo scorso 9 agosto, «con semplificazioni che la Cgil non può accettare».

«E' sbagliato», secondo il leader della Cgil pensare di raggiungere lo stesso obiettivo di un obbligo vaccinale per legge «in modo surrettizio, paragonando ad esempio le mense aziendali a ristoranti o mettendo l'obbligo del Green Pass facendo pagare il tampone al lavoratore. Una logica sanzionatoria e punitiva verso il mondo del lavoro rischia solo di aumentare le divisioni ed allontanare l'obiettivo della vaccinazione di massa».

«In secondo luogo, i protocolli alla sicurezza con la possibilità delle vaccinazioni in azienda sono stati realizzati grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori ed in contrasto con chi sosteneva il prevalere dell'interesse economico sulla sicurezza del lavoro, delle imprese e del Paese. Per questo la Cgil non è disponibile ad accettare lezioni da nessuno», prosegue.

«In terzo luogo, insieme al vaccino per sconfiggere il virus sono necessari altri interventi di cui oggi nessuno parla più. Viene richiesto il Green Pass per i trasporti a lunga percorrenza. Bene! Sappiamo però tutti che il problema non ancora risolto sta nel trasporto pubblico locale e nelle ferrovie regionali su cui transitano la gran parte degli utenti. Servono investimenti, qualità dei mezzi, sperimentazione di tempi ed orari diversi delle città. Invece siamo fermi ad un anno e mezzo fa. Così come nella scuola, il tema è come si supera il sovraffollamento delle classi e quindi come si garantisce il distanziamento anche attraverso assunzioni aggiuntive».

«Contemporaneamente serve un piano nazionale per fermare la strage di infortuni e morti sul lavoro. Basta precarietà nel lavoro, servono formazione e prevenzione, bisogna assumere ed aumentare gli ispettori, serve il coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali, va introdotta la patente a punti per le imprese, bisogna garantire il diritto ad eleggere il rappresentante dei lavoratori alla sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. Infine - conclude Landini - creare lavoro stabile, sicuro e di qualità per i giovani, le donne. Il Mezzogiorno è la bussola, la priorità per ricostruire l'unità del Paese e disegnare il nostro futuro».