7 dicembre 2019
Aggiornato 00:30
La grana Ilva

Ex Ilva, il Giudice dà tre settimane e tre giorni di tempo per trovare un accordo

Causa rinviata al 20 dicembre. Il Presidente e amministratore delegato di ArcelorMittal Italia. Lucia Morselli in aula: «Fino ad allora produzione garantita»

Ex Ilva, il Giudice dà tre settimane e tre giorni di tempo per trovare un accordo
Ex Ilva, il Giudice dà tre settimane e tre giorni di tempo per trovare un accordo ANSA

MILANO (ASKANEWS) - Un accordo sembra a portata di mano. Al punto che la battaglia legale tra ArcelorMittal e l'amministrazione straordinaria dell'ex Ilva di Taranto resta per il momento «congelata». Il giudice Claudio Marangoni, presidente della sezione specializzata in diritto di impresa del Tribunale Civile di Milano, ha infatti rinviato al 20 dicembre il contenzioso civile sul ricorso cautelare d'urgenza presentato dai commissari contro lo scioglimento del contratto di affitto preannunciato dal gruppo franco indiano. Tre settimane e tre giorni di tempo per permettere alle parti in causa di raggiungere un accordo in grado di salvaguardare il futuro del polo siderurgico pugliese e e dei suoi circa 8 mila lavoratori.

E' lo stesso presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi, a sottolineare in una nota diramata nel pomeriggio che il rinvio della causa è stato deciso «in funzione della trattativa da svolgersi sulla base delle intese e degli impegni assunti» oggi in aula da ArcelorMittal. Un chiaro riferimento alle rassicurazioni fornite al giudice da Lucia Morselli, presidente e amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, che ha preso la parola in aula impegnandosi a «garantire il normale funzionamento degli impianti e la continuità di produzione fino al 20 dicembre».

L'udienza di oggi è durata poco più di mezz'ora

E, per dirla con le parole dell'avvocato Giorgio De Nova, uno dei legali della gestione commissariale, «quando le udienze sono così corte significa che il clima è positivo». Un'atmosfera di sostanziale ottimismo, così come confermato anche da uno dei legali del gruppo franco indiano: «Ci sono le basi per una trattativa che possa arrivare a un accordo». In aula, oltre a Morselli, erano presenti i tre commissari straordinari Alessandro Danovi, Francesco Ardito e Antonio Lupo, oltre ai rappresentanti della Regione Puglia e del Comune di Taranto che nei giorni scorsi si sono costituiti nel contenzioso schierandosi al fianco dell'amministrazione straordinaria. C'erano anche i pm Mauro Clerici, Stefano Civardi e il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, titolari del fascicolo penale avviato dalla procura milanese alla luce dell'«interesse pubblico» che caratterizza la partita sul futuro del polo siderurgico pugliese.

La procura non si è opposta al rinvio deciso dal giudice alla luce degli «impegni assunti» dalle parti in causa. Ora non resta che aspettare il 20 dicembre: se fino ad allora ArcelorMittal e commissari non avranno trovato un accordo di massima e nè fatto passi avanti nella trattativa, il contenzioso entrerà nel vivo. In questo caso, il destino del del polo siderurgico pugliese sarà legato alla pronuncia di un giudice.