15 settembre 2019
Aggiornato 18:00
Media

Mediaset, Vivendi può votare ma solo con il 9,9% (Simon esclusa)

Se scontato appare essere l'esito dell'assemblea del 4 settembre, una qualche preoccupazione potrebbe arrivare dal corso del titolo Mediaset in Borsa

Piersilvio Berlusconi
Piersilvio Berlusconi ANSA

MILANO - Vivendi vince in Tribunale contro Mediaset ma la vittoria sembra avere più una valenza simbolica che di sostanza. L'ammissione dei francesi, con il loro 9,99%, a votare all'assemblea straordinaria del Biscione, che mercoledì prossimo delibererà sul riassetto, non sposterà gli equilibri, vista l'esclusione di Simon, il trust a cui Vivendi ha conferito il restante 19,19% del capitale del gruppo italiano. Per far passare il progetto di fusione di Mediaset e della controllata spagnola nella nuova holding di diritto olandese MediaForEurope serve in Italia il sì da parte dei due terzi dei presenti e Fininvest da sola ha già il 45,89% dei diritti di voto.

Vivendi: ordinanza non ha disposto nulla su Simon

Simon, il trust a cui Vivendi ha conferito il 19,19% del capitale di Mediaset, «non è parte del procedimento, per questo l'ordinanza non può avere disposto nulla su Simon». Così l'avvocato Giuseppe Scassellati, partner dello studio Cleary Gottlieb e consulente legale di Vivendi, in merito al pronunciamento odierno da parte del giudice Amina Simonetti che ha ammesso Vivendi al voto con il proprio 9,99% alla prossima assemblea del Biscione sul riassetto.

Mediaset: legali Vivendi si leggano bene l'ordinanza

«Consigliamo ai legali di Vivendi di leggere con attenzione l'odierna ordinanza». Così un portavoce di Mediaset ha replicato alle affermazioni di Giuseppe Scassellati, legale di Vivendi. «Tra l'altro - sottolinea - loro stessi in udienza avevano espressamente dichiarato che Vivendi non poteva fare altro che prendere atto della impossibilità per Simon di partecipare all'assemblea di Mediaset a seguito delle precedenti ordinanze emesse nei confronti della fiduciaria dalla delibera Agcom e dal Tribunale di Milano».

Preoccupa l'andamento del titolo in Borsa

Se scontato appare essere l'esito dell'assemblea del 4 settembre, una qualche preoccupazione potrebbe arrivare dal corso del titolo Mediaset in Borsa, che ieri ha proseguito la sua flessione e ha chiuso a 2,79 euro, solo 2 centesimi in più rispetto a quanto offerto per il recesso (2,77 euro). Scendere sotto quella soglia renderebbe più conveniente per un azionista l'esercizio del diritto di recesso, per il quale Mediaset ha fissato un tetto di 180 milioni di euro, oltre il quale l'operazione salterebbe. Il gruppo guidato da Vincent Bolloré potrebbe quindi potenzialmente impedire l'operazione esercitando il recesso, scaricando interamente la sua quota. Ma farlo vorrebbe dire andare incontro a una minusvalenza non di poco conto.