14 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Reddito di cittadinanza, il M5s gioca il «jolly»: ecco come funziona veramente

Nelle ore delle polemiche interne al governo con la Lega prova la carta del «paletto»: Il sistema non accetta questo vento di cambiamento
Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio
Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio (Ciro Fusco | ANSA)

ROMA - Sono i giorni, in casa Lega, dei dubbi. Reddito di cittadinanza sì, no, forse. Per un esponente del Carroccio che frena, ce n'è sempre un altro che assicura: «È nel contratto di governo, quindi si farà». Anche se non piacesse. E non piace a molti degli alleati del Movimento 5 stelle. Un modo, quello della parte «verde» del governo, per far pressione sul lato «giallo» sull'approvazione del decreto sicurezza e continuare nel solco «un provvedimento a testa». Così, il Movimento 5 stelle per sparigliare gioca il «jolly». Quello del sistema da combattere. E in un lungo post sul Blog delle Stelle assicura che, «nonostante» i «poteri forti» si stiano opponendo al fatto il «Governo del Cambiamento abbia finalmente messo nero su bianco la Manovra del Popolo», questa si farà. E, con la finanziaria, ecco il Reddito di Cittadinanza, il taglio alle pensioni d’oro, la quota 100 sulle pensioni.

Come funziona il reddito di cittadinanza
E per la prima volta dal Movimento 5 stelle arrivano i primi numeri, oltre alle ormai famose 780 euro di «assegno». Il reddito di cittadinanza partirà nei primi tre mesi del 2019 e coinvolgerà una platea di 4,5 milioni di persone e non sarà individuata in base alle dichiarazioni dei redditi bensì in base all’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee), un indice che serve a misurare la situazione economica delle famiglie e considera non soltanto il reddito, ma anche il patrimonio mobiliare e immobiliare e la composizione dei nuclei familiari.

Gli stanziamenti
Nella Manovra del Popolo, spiegano dal Movimento 5 stelle, sono stati stanziati 9 miliardi per il Reddito di Cittadinanza e 7 miliardi per superare la Fornero con Quota 100, «e i dettagli di attuazione delle misure saranno inseriti in appositi decreti collegati». Eppure «da settimane si susseguono dichiarazioni e articoli di giornale che vogliono far sembrare impossibile il Reddito di Cittadinanza».

Alcuni esempi
I redditi del Dipartimento delle Finanze sono calcolati secondo le dichiarazioni dei redditi individuali, mentre l'Isee è calibrato sul nucleo familiare. Così, spiegano dal Movimento, se ad esempio all'interno di una famiglia la moglie dichiara un reddito di 1.000 euro all'anno e il marito dichiara 100.000, la moglie non riceve alcuna integrazione perché, nonostante il suo reddito individuale, l'Isee - che è familiare - è sicuramente sopra la soglia di 9.360 annui. L’assegno massimo a cui un singolo beneficiario ha diritto è pari a 780 euro al mese per un single che vive in affitto, mentre sarà minore per chi è proprietario di una casa. All’aumentare dei componenti del nucleo familiare, aumenterà anche l’assegno previsto dal Reddito di Cittadinanza.

Non è «un reddito» ma un'integrazione
Quello che entrerà in vigore, come annunciato, entro il 1° aprile 2019 non sarà quindi un vero e proprio reddito, ma «un'integrazione del reddito percepito». Ecco un altro esempio: se una persona singola, ad esempio, ha dei lavori part-time e guadagna 400 euro al mese, ne può ottenere fino a 380. «Chi farà il furbo e mentirà per ottenere il Reddito di Cittadinanza rischia fino a sei anni di galera, ma i cittadini onesti avranno la possibilità di tornare a essere protagonisti, grazie a un percorso di formazione e riqualificazione professionale». Il Reddito di Cittadinanza, poi, «sarà destinato a tutta Italia in maniera uniforme, da Nord a Sud: il 47% degli aventi diritto si trova al Centro-Nord».