16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Dopo Moody's Confindustria chiede al governo di correggere la manovra

Dopo il declassamento di Moody’s la sfida per il Governo è puntare sulla crescita, correggendo la manovra, dice Boccia

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA - Dopo il declassamento di Moody’s la sfida per il Governo è puntare sulla crescita, correggendo la manovra. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, a margine del meeting dei giovani imprenditori. «E’ evidente – ha sottolineato Boccia – che sia la lettera della commissione europea che il declassamento erano nelle cose. Ora la sfida che il Governo deve fare propria è nella crescita, spiegare l’analisi di impatto di questa manovra, correggerla postando più risorse sulla crescita».

Cambiare il "paradigma di pensiero"
Il leader degli industriali ha aggiunto che «il Governo vuole definire una sfida: attraverso la crescita si può sforare e anche di un punto il rapporto deficit/Pil e attraverso la crescita si rende sostenibile la manovra e, aggiungiamo, si ci gioca anche la credibilità del Governo». Questo cambierebbe secondo lui il "paradigma di pensiero", cioè partirebbe dagli effetti sull’economia reale, ma per farlo occorrerebbe spiegare bene qual è il fattore di crescita che è in questa manovra, "che a oggi non è chiaro».

"Aprire un grande confronto sulla crescita"
Secondo Boccia le risorse in valore assoluto "non fanno sperare bene». Occorre - dice - cogliere e dare una sfida al Governo e da parte nostra lo faremo oggi: aprire un grande confronto sulla crescita. I tempi sono stretti, anche date le agenzie di rating. "Il Paese ha grandi potenzialità, se ce la fa sulla crescita e se tra qualche mese cominceremo a crescere in termini di occupazione ed export l’Italia avrà vinto la grande stagione riformista europea. Se non ce la fa perché usa le risorse solo per fare deficit e debito strutturale evidentemente la partita è persa» conclude.