16 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Salvini replica a Berlusconi e co.: «Prima di criticare la manovra, la leggano»

Il leader della Lega all'assemblea di Confimi Industria: «Tutti questi bocciatori della manovra quando non è ancora definita mi incuriosiscono»
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi (ANSA/ETTORE FERRARI)

MONZA - Coloro che, come il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, criticano la manovra economica del governo e prevedono che verrà bocciata dalla Ue «la leggessero prima di bocciarla». Il leader della Lega e vicepremier, Matteo Salvini, a margine dell'assemblea di Confimi Industria non ne può più delle continua critiche. E dalla difensiva, passa all'attacco: «Tutti questi bocciatori della manovra quando non è ancora definita mi incuriosiscono», ha aggiunto il ministro dell'Interno. Prima dello sfogo, però, Salvini è entrato nel merito dei temi più caldi in discussione, mandando un chiaro messaggio «agli amici del Movimento 5 stelle»: il lo saldo e stralcio delle cartelle di Equitalia per chi ha fatto la dichiarazione dei redditi, ma non è riuscito a pagare tutto, «è nel contratto di governo. Quello per me vale». 

«Serve un nuovo rapporto tra italiani ed Equitalia»
«Sono convinto» ha osservato il ministro dell'Interno «che ci sia bisogno di un nuovo rapporto tra italiani e Equitalia. Gli evasori totali, quelli che non hanno mai compilato la dichiarazione dei redditi, per me devono marcire in galera fino alla fine dei loro giorni. L'artigiano, il piccolo imprenditore o il commerciante che è schiavo di una cartella da 40 mila euro da una vita deve poter tornare a vivere, e quella cartella va stracciata. Ne sono straconvinto e questo c'è nel contratto di governo».

Ma sui furbetti «nessuna transigenza»
Certo, ha ammesso Salvini, «furbetti ci sono in ogni settore. E sui furbetti nessuna transigenza». Ma «ci sono milioni di italiani che convivono con le cartelle Equitalia che li stanno portando alla disperazione e al suicidio. Uno Stato normale su questo ragiona e non continua a condannare. Mi dicono 'non si può fare', ma volere è potere, quindi andremo fino in fondo».

Una 'battuta' sulla manovra
In chusura di intervento all'assemblea di Confimi Industria Salvini ha poi chiuso con una battuta sulla manovra che ben spiega gli obiettivi del (suo) governo: «Noi stiamo combattendo a colpi di spread. Guardo ai mercati, è mio dovere, però mi viene come il dubbio che se le ricette degli ultimi anni hanno portato a questa situazione significa che dal punto di vista economico dobbiamo cambiare». Per questo «è mio dovere pormi la domanda che o abbiamo sbagliato medico o terapia. Questo seguire le indicazioni internazionali hanno portato il meglio delle nostre aziende e dei nostri grandi marchi a finire in mani straniere». Salvini ha infine osservato che «il governo è fatto da due forze diverse per natura, radici, provenienza geografica e obiettivi economici», come Lega e M5s, ma »sono contento di aver accettato questa sfida. Ho scelto di scommetterci e di metterci la faccia».