21 ottobre 2018
Aggiornato 15:00

Manovra e pace fiscale, ora è corsa contro il tempo

L'obiettivo del governo è approvare i due provvedimenti nella giornata di lunedì, rispettando così le scadenze di Bruxelles. Di Maio: «Ce la faremo»
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (Claudio Peri | ANSA)

ROMA - L'attesa è tutta per lunedì. Alle 18 è infatti convocato il Consiglio dei ministri per il varo del dl fiscale. Ma al governo non basta: si punta, infatti, ad approvare nella stessa giornata anche la legge di bilancio. Sarà un corsa contro il tempo per scogliere i nodi principali rispettando così il termine ultimo in cui l'esecutivo dovrà inviare a Bruxelles il Dpb (Documento programmatico di bilancio) con la descrizione e la quantificazione delle misure della manovra. «Lunedì approveremo la Legge di Bilancio» ha confermato il ministro per lo Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, durante una diretta Facebook dedicata alla Scuola. Più cauto Matteo Salvini: «In settimana potrebbe esserci la chiusura della manovra, dopo che avremo portato il dl fiscale in Cdm lunedì» ha dichiarato il leader della Lega durante il suo tour in Trentino per le Elezioni Provinciali. «Potremmo farlo se non avremo altre sorprese da altri uffici con qualche genio dell'economia».

La corsa contro il tempo
Una vera e propria corsa contro il tempo quella all'interno dell'esecutivo per cercare di sciogliere gli ultimi nodi della manovra economica e tentare così di arrivare all'approvazione dell'intero pacchetto - dl fiscale e legge bilancio - lunedì in un Consiglio dei ministri convocato per le 18. In pressing su questa soluzione in particolare in M5S che punta all'approvazione di tutto lunedì per consentire al premier, Giuseppe Conte, di presentarsi al Consiglio europeo del 17-18 con i compiti svolti.

I punti caldi
Poche ore a disposizione, quindi, per trovare la quadra sui punti cruciali del decreto, a partire dalla «pace fiscale», da cui dipendono a catena altri interventi che dovranno essere coperti con il ricavato dell'operazione. Il grande ostacolo, infatti, nel disegno dei pentastellati è proprio la sanatoria fiscale e come si deciderà di scriverla perché è appunto uno dei serbatoi principali della manovra.

I tre scaglioni per la sanatoria fiscale
La pace fiscale potrebbe comportare tre scaglioni di pagamento al 6%, al 10% e al 25% «a seconda della posizione patrimoniale e reddituale del contribuente che ne fa richiesta». È questa al momento la strada più probabile secondo il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri (Lega). L'aliquota del 6% potrebbe per esempio essere riservata ai contribuenti monoreddito con un figlio minorenne a carico. Poi la precisazione: «La pace fiscale non è per gli evasori, ma per chi è in regola con la dichiarazione dei redditi e non ha risorse per pagare perché ha difficoltà economiche». Il M5S «se c'è da dare una mano ai contribuenti in difficoltà che non sono evasori sono certo che non avrà alcun problema».

Una domenica di lavoro al Mef
Giovanni Tria. Massimo Garavaglia. Laura Castelli. Ministro, viceministro leghista e viceministro 5stelle. I tre domenica avranno il compito - conferito da Conte nelle mani di Garavaglia - di arrivare a dama per poter così consegnare in Cdm «un testo» nella giornata di lunedì. Un'ipotesi potrebbe essere quella di approvare il decreto fiscale e la manovra con la formula 'salvo intese' per poi scriverli nei giorni successivi come ormai avviene di prassi per quasi tutti i provvedimenti più delicati.

Conte vuole provarci
Prima del Consiglio dei Ministri convocato lunedì alle 18 per discutere gli ultimi dettagli della manovra economica, ci sarà «sicuramente» un incontro con i ministri del governo. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in visita a Bologna in occasione della campagna di sensibilizzazione alla cultura della prevenzione della Protezione civile. «Noi lunedì pomeriggio abbiamo il consiglio dei ministri dove porteremo ovviamente in deliberazione il decreto fiscale e il disegno di legge sul bilancio» ha detto Conte. «Sicuramente ci riuniremo anche prima per concordare gli ultimi dettagli su questi due testi normativi molto importanti».

Come andrà a finire?
«Sono fiducioso» su un possibile accordo con Bruxelles sulla manovra economica che il governo si appresta a presentare. Ma «dobbiamo ancora confrontarci con i nostri interlocutori europei» e quindi «lasciateci il tempo di poterlo fare» ha poi spiegato Conte. «Mi sono sempre dichiarato fiducioso perché anche per attitudine mentale mi piace prima confrontarmi sui contenuti, poter spiegare i contenuti, e poi mi aspetto di poter discutere su quei contenuti». Fino ad adesso «questo confronto non c'è ancora stato, perché con le istituzioni europee e con i nostri interlocutori europei non ci siamo ancora seduti ad un tavolo. Lasciateci il tempo di poterlo fare».