15 novembre 2019
Aggiornato 13:30
La crisi turca

Turchia risponderà a nuove sanzioni degli Stati Uniti

Intanto le agenzie di rating hanno tagliato il debito della Turchia per la seconda volta in quattro mesi. Spostandolo ulteriormente in territorio «spazzatura» e prevedendo che il Paese entrerà in recessione il prossimo anno

Donald Trump con il Premier turco, Erdogan
Donald Trump con il Premier turco, Erdogan ANSA

ANKARA - La Turchia replicherà se gli Stati Uniti imporranno nuove sanzioni commerciali. Lo ha annunciato il ministro del commercio di Ankara, Ruhsar Pekcan, secondo quanto riferito dall'agenzia Anadolu. Le parole di Pekcan arrivano dopo che gli Stati Uniti ieri, per bocca del segretario al Tesoro, hanno minacciato nuove sanzioni se la Turchia non libererà il pastore Andrew Brunson.
«Noi abbiamo risposto alle sanzioni americane nel rispetto delle regole del Wto e continueremo a farlo» ha dichiarato il ministro turco.

Moody's taglia rating a Ba3 da Ba2​​​​​​​
Moody's ha tagliato a Ba3 da Ba2 e ha cambiato a «negativo» l'outlook sulla tenuta credizia della Turchia. La decisione mette fine all'analisi iniziata il primo giugno scorso, e in cui il rating della nazione era finito sotto osservazione per una possibile bocciatura.
L'agenzia di rating ha spiegato che la scelta si fonda soprattutto sul «continuo indebolimento delle istituzioni pubbliche turche» e sul fatto che di conseguenza le politiche della nazione sono sempre meno prevedibili.
Moody's ha sottolineato la crescente preoccupazione per l'indipendenza della banca centrale e per «l'assenza di un piano chiaro e prevedibile che risolva le cause alla radice del recente stress finanziario». Moody's non esclude che l'inflazione si rafforzi ulteriormente e che la crescita ne risenta negativamente.

S&P taglia il rating della Turchia a B+ da BB-
S&P Global Ratings ha tagliato a «B+» da «BB-» il rating sulla Turchia con outlook stabile. Secondo l'agenzia, «l'indebolimento sostanziale della lira ha implicazioni fiscali negative» e allo stesso tempo mette sotto stress i bilanci delle aziende e sotto «ulteriore pressione le banche» della nazione. S&P si aspetta che l'economia turca subisca una contrazione dello 0,5% nel 2019. L'outlook stabile «riflette il fatto che i rischi sono bilanciati nell'arco dei prossimi 12 mesi».

Ministro Finanze: «Usciremo dalla crisi ancora più forti»
La Turchia uscirà dalla crisi della lira «ancora più forte». E' quanto ha affermato il ministro delle finanze di Ankara Berat Albayrak, secondo quanto riferito dalla tv di Stato TRT. Il ministro delle finanze ha parlato in una conference call con centinaia di analisti finanziari.​​​​​​​ Albayrak inoltre ha smentito «un piano di aiuti del Fondo Monetario» a favore della Turchia.