18 agosto 2018
Aggiornato 13:00

Garavaglia: «Per reddito di cittadinanza serve analisi seria»

Il viceministro dell'Economia: «Per partire necessario conoscere il quadro della situazione. Trasformazione bonus 80 euro in piano flat tax»
Il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio
Il Ministro del Lavoro, Luigi Di Maio (ANSA)

ROMA - «Per avviare il reddito di cittadinanza serve fare prima un'analisi seria». E' quanto afferma il viceministro dell'economia, Massimo Garavaglia, in un'intervista su «Il Corriere della Sera».
«Per prima cosa è necessario conoscere il quadro della situazione. A Milano città, ad esempio, le Acli hanno verificato che ci sono più di 40 soggetti pubblici e privati che erogano contributi e aiuti a persone in difficoltà. Ma ci sono delle forti storture. Poi bisogna intervenire sui centri per l'impiego che in alcune realtà, come la Lombardia, funzionano. In altre invece no. Dunque, prima di parlare di risorse e di estensione di misure esistenti occorre fare un'analisi seria», ha sottolineato.

Pace fiscale va fatta
La pace fiscale «va fatta perché è giusto farla». Così il viceministro dell'economia respinge la tesi secondo cui una sanatoria sarebbe un messaggio agli evasori: «non è un messaggio pro evasione perché va fatta insieme alla flat tax: cambia il sistema e si tira la riga».
Garavaglia preferisce non anticipare nulla sul gettito atteso «finché non è pronta la norma» e ricorda che «in ogni caso essendo entrata una tantum può coprire solo spesa una tantum».

Trasformazione bonus 80 euro in piano flat tax
«Non è vero che aumenterà l'Iva e non è altrettanto vero che si eliminerà il bonus degli 80 euro. Non si tolgono gli 80 euro, si sta valutando di trasformarli in riduzione fiscale anziché in bonus: conta il netto in busta paga, non come si arriva a quell'importo».
«Quando si metterà mano alla flat tax si dovrà tener conto del bonus degli 80 euro e quindi ovviamente nessuno sarà penalizzato», ha aggiunto.

Nessuno scontro sull'Iva che non sarà toccata
«Non c'è nessuno scontro sull'Iva, come ha detto Tria, non c'è intenzione di toccare l'iva al netto di qualche piccolo aggiustamento. Vogliamo dare certezze sia in termini di risorse sia in termini di tempi di avvio delle riforme».
«La flat tax è fondamentale - ha concluso - per far ripartire le imprese, per far ripartire il paese, per generare un clima di fiducia. Vogliamo far ripartire il pil. Non ce l'ha ordinato il dottore di essere gli ultimi in Europa per crescita. Il grande malato sono gli investimenti pubblici. Per esempio, vogliamo fare una rivoluzione per gli enti locali. Dal 1 di gennaio gli consentiamo di spendere l'avanzo liberamente. Se uno ha l'avanzo libero può fare quello che vuole. L'obiettivo è di non lasciare soldi fermi».