Economia | Politica monetaria

Uscita dall'euro? Di Maio assicura che non c'è nessun piano B

Il governo non ha in programma alcun piano B per l’uscita dell’Italia dal sistema euro

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, con quello dell'Interno, Matteo Salvini, il premier Conte e il ministro agli Affari europei Paolo Savona
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, con quello dell'Interno, Matteo Salvini, il premier Conte e il ministro agli Affari europei Paolo Savona (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - Il governo non ha in programma alcun piano B per l’uscita dell’Italia dal sistema euro. Lo ha assicurato il vicepremier Luigi Di Maio intervenendo a Omnibus su La7. «Noi – ha detto – andiamo ai tavoli europei ad assolvere il mandato elettorale, a far rispettare l’Italia a quei tavoli. Oggi le posso dire che ad una possibile uscita dall’euro non ci sto pensando e il governo non sta lavorando a questo. Non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo». Luigi Di Maio "corregge" dunque il collega Paolo Savona, a capo del dicastero per gli Affari europei, che ieri aveva lasciato intendere che l'esecutivo giallo-verde stesse lavorando in questa direzione. "Il governo - prosegue Di Maio - non vuole uscire dall'euro. Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non è la nostra volontà, ne metteremo gli altri nelle condizioni di farlo". 

Le parole di Savona
Ieri in Parlamento il ministro Savona, a proposito della moneta unica, aveva parlato della necessità per l'Italia "di essere pronta a tutto». La notizia è presto diventata "vogliamo uscire dall'euro", tanto che il dicastero di Savona ha emanato un comunicato in cui chiarisce che, nonostante quanto scritto da diversi giornali e in primis dal Corriere della Sera edizione online, la notizia di voler uscire dall’euro è falsa.

Boccia e Draghi, tutti allineati
Le affermazioni del vicepremier Di Maio sono condivise anche dal presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, che commenta: "Mi sembra che il ministro Di Maio abbia chiarito dicendo che non c'è un piano B, mi sembra un atto di grande responsabilità». Di Maio si dice invece d'accordo con Savona sul ruolo della Bce. "Se siamo nell'Unione Monetaria la Bce deve fare realmente come una banca europea, cambiando lo statuto in modo da atteggiarsi veramente da banca centrale" ha detto. "Non siamo ai Mondiali ma almeno tifiamo Italia - continua - e cerchiamo di ottenere risultati anche per ridurre il debito, che è salito perché non sono stati fatti interventi. E si rispetti una ricetta che è quella degli investimenti e non dell'austerity». Il ministro del Lavoro ha anche pronunciato parole di vicinanza a Mario Draghi, spiegando di aver "apprezzato molto le sue parole" che gli sembrano "attendiste" rispetto a quello che farà il governo.

Vitalizi e voucher
Infine, Di Maio, ricordando che domani la Camera abolirà i vitalizi ("Finito con i vitalizi iniziamo con le pensioni d'oro». E ribadisce la sua formula: "Se hai versato i contributi la pensione è tua, se no ti ricalcolo la pensione"), è tornato a parlare di voucher: "Se servono per sfruttare i nostri ragazzi e i meno giovani non vanno bene. Se vogliamo discutere di specifiche mansioni in agricoltura e turismo sono d'accordo». E immediata è arrivata la replica di Graziano Delrio, ospite ad Agorà Estate, su questo punto: "Di Maio non aiuterà i precari ad esser stabilizzati. Con le cose che propone nel decreto dignità lui farà in modo che le imprese, le piccole imprese, licenzino i ragazzi che sono assunti a tempo determinato".