15 ottobre 2019
Aggiornato 23:00
Borsa

L'allarmismo italiano fa volare i titoli di Stato e lo spread: le Borse tremano

Piovono di nuovo vendite sui titoli di stato italiani e sull’azionario a Piazza Affari, mentre sui mercati persiste l’allarmismo

Il premier designato Carlo Cottarelli
Il premier designato Carlo Cottarelli ANSA

ROMA - Piovono di nuovo vendite sui titoli di stato italiani e sull’azionario a Piazza Affari, mentre sui mercati persiste l’allarmismo e una marcata volatilità riguardo al quadro politico e alle prospettive della Penisola. Nel primo pomeriggio a Milano l’indice Ftse-Mib accusa una caduta del 3,02 per cento, con i titoli bancari che risultano nuovamente particolarmente colpiti: Banco Bpm -8,42%, Ubi Banca -7,52% Bper Banca -6,39% Unicredit -6,14%. Nel frattempo lo spread, il differenziale di rendimento tra Btp decennali e bund della Germania, ha sfondato la soglia psicologica dei 300 punti base e si attesta a quota 304, con i tassi retributivi lordi saliti al 3,35 per cento. Il quadro resta molto volatile e le vendite nelle ultime sedute sembrano essersi concentrate sulle scadenze più brevi. Sui Btp a 2 anni i tassi sono schizzati al 2,12 per cento e lo spread a 283 punti base, oltre 100 punti in più rispetto alla seduta di ieri.

Borse europee giù
L’allarmismo sull’Italia contagia tutte le Borse europee e si fa sentire anche oltre Atlantico. Parigi segna meno 1,21 per cento, Francoforte meno 1,24 per cento, Londra meno 1,23 per cento. A circa un’ora da inizio seduta i futures sull’indice Dow Jones perdono lo 0,68 per cento. Infine risulta zavorrato anche l’euro, che a 1,1560 dollari segna nuovi minimi da 6 mesi e mezzo.

Patuelli (Abi): fase complessa
«Bisogna essere consapevoli di una fase particolarmente complessa nella quale le preoccupazioni sulle prospettive dell’Italia si sono diffuse sui mercati internazionali e anche nelle cancellerie e quindi bisogna avere più consapevolezza, più forza, più determinazione, più serenità e più convergenza per cercare di superare questo momento che purtroppo non è il primo di quelli che abbiamo vissuto nella nostra storia della Repubblica». E’ il commento del presidente dell’Abi Antonio Patuelli sull’attuale, delicata, fase dei mercati, rilasciato a margine dell’assemblea della Banca d’Italia. Secondo Patuelli questa incertezza «pesa su tutta l’economia produttiva italiana e quindi occorre senso di responsabilità, ognuno faccia la propria parte. Le banche italiane – ha sottolineato il presidente dell’Abi – detengono stabilmente una quota assai rilevante del debito pubblico e quindi danno un contributo forte alla solidità e alla stabilità del debito pubblico dell’Italia, ma le banche non possono fare tutto».

Messina (Intesa Sanpaolo): guardare all'economia reale forte, non allo spread
A guardare la finanza e lo spread invece dell’economia reale si rischiano «errori strategici assoluti», ha avvertito l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, a margine delle considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia. «Non c’è nessuna correlazione fra lo spread e la forza di questo Paese», ha detto. «Credo che quello che è importante è guardare ai fondamentali del Paese. L’economia reale del Paese è forte, in crescita, anche se con alcune disuguaglianze su cui lavorare, come la disoccupazione giovanile. In questo momento bisogna guardare all’economia reale e non all’economia finanziaria – ha detto Messina – perché sennò si rischia di commettere degli errori strategici assoluti. Non c’è nessuna correlazione fra lo spread e la forza di questo Paese».