11 dicembre 2018
Aggiornato 23:00

Mediaset a picco in Borsa (-7%), pesa il risultato di Forza Italia

Seppur il centrodestra risulti la coalizione più votata ma non tale da avere la maggioranza, a pesare è il deludente risultato di Forza Italia
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi durante il voto a Milano
Il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi durante il voto a Milano (ANSA/DANIEL DAL ZENNARO)

MILANO - Mediaset a picco a Piazza Affari, tra i titoli più penalizzati post-elezioni. Le azioni lasciano sul terreno il 7% con un minimo toccato a 2,869 euro. Seppur il centrodestra risulti la coalizione più votata ma non tale da avere la maggioranza, a pesare è il deludente risultato di Forza Italia, sorpassata dalla Lega di Salvini. "Il risultato di Forza Italia non è stato così forte come ci si aspettava e la vera sorpresa è il sorpasso della Lega", spiega un operatore di una Sim, "Berlusconi potrebbe avere un ruolo non di così primo piano nelle future alleanze per formare il nuovo governo".

La partita aperta con Vivendi
Ma il mercato guarda soprattutto alla partita aperta con Vivendi e teme che il risultato delle urne possa indebolire la posizione negoziale di Mediaset nella disputa coi francesi per la mancata acquisizione di Premium. Alla Borsa di Parigi Vivendi segna un rialzo dello 0,9%. Fallito il tentativo di mediazione, il 27 febbraio ha avuto luogo la prima udienza del processo presso il Tribunale di Milano. La causa è stata rinviata al 23 ottobre: otto mesi in cui il Biscione e il gruppo di Vincent Bollorè potranno comunque avviare una nuova trattativa nel tentativo di raggiungere un accordo extra giudiziale. Fino a pochi giorni fa si scommetteva che un esito forte di Silvio Berlusconi alle elezioni potesse rafforzare la posizione del gruppo italiano e portare Bollorè a più miti consigli. Ora la partita è ancora più aperta.

Le cause contro il gruppo di Bollorè
Due le cause intentate dal Biscione contro i francesi: la prima riguarda il mancato rispetto del contratto sull'acquisizione di Premium, con Mediaset che chiede l'effettiva esecuzione del contratto vincolante dell'8 aprile 2016. La seconda causa riguarda invece il rastrellamento di azioni Mediaset che a fine 2016 portò Vivendi a salire fino a quasi il 30% del capitale del gruppo televisivo.