Legge di Bilancio

Gentiloni difende la legge di Bilancio, e Padoan fa una nuova promessa sul reddito di inclusione

Le parole del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nel suo intervento all'assemblea nazionale dei Centristi per l'Europa a Bologna. Gli fa eco da Bergamo il premier Gentiloni

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

BOLOGNA -  "Il reddito di inclusione che è stato introdotto con la Legge di bilancio passata, sarà rafforzato da questa legge di bilancio». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nel suo intervento all'assemblea nazionale dei Centristi per l'Europa a Bologna. "Bisogna crescere di più e distribuire meglio i frutti della crescita - ha detto Padoan - e lo si deve fare non solo con la crescita in quanto tale ma con politiche adatte, quindi con risorse pubbliche che devono essere destinate a questo scopo». Il ministro ha ricordato "il reddito di inclusione" che "è stato introdotto con la legge di bilancio passata e sarà rafforzato da questa legge di bilancio. Sicuramente è ancora insufficiente - ha spiegato - ma è un cambiamento di passo importante, perché prima non c'era nulla. E' un segno tangibile di come con la crescita si possano destinare più risorse a includere gli strati più deboli della società. Questa una via che forse non conquista le prime pagine dei giornali ma è quella che alla fine dà i risultati più tangibili quelli che poi contano per la percezione delle famiglie e delle imprese".

La crisi secondo Padoan
Durante la crisi economica e finanziaria "abbiamo perso quasi 10 punti di Pil; non abbiamo ancora raggiunto livelli di Pil pre-crisi ma ci stiamo avvicinando velocemente" spiega ancora il ministro. "Le cifre ci dicono che il Paese sta uscendo da una crisi finanziaria molto dura ricordo che abbiamo perso quasi 10 punti di Pil e non abbiamo ancora raggiunto livelli di Pil pre crisi ma ci stiamo avvicinando velocemente». L'Italia "ha dovuto affrontare questa crisi finanziaria anche con un'altra zavorra: il fatto che già molti anni prima della crisi, il Paese aveva cominciato a crescere poco, frenato da fattori strutturali che impedivano di avere un adeguato livello di investimento». In aggiunta a questo anche "un meccanismo fiscale di tasse che devono scendere. Dietro a tutto ciò - ha concluso - c'è il grande peso del debito pubblico che proprio a causa della recessione ha continuato a crescere e adesso sta cominciando a scendere. Tutte queste cose ci dicono che il cammino è stato molto difficile".

Gentiloni: legge "snella e mirata"
A difendere la legge ci pensa anche il premier Gentiloni intervenendo al Festival dei territori industriali presso il Parco scientifico tecnologico di Stezzano, in provincia di Bergamo: "Abbiamo presentato una legge di bilancio snella e mirata, concentrata su alcuni obiettivi. Una legge che può essere migliorata ma non trasformata in una nuvola di segnali di fumo rivolti a questa o a quella categoria». "Bisogna concentrare le misure su alcuni fondamentali assi che Parlamento e governi devono indicare. L'atteggiamento - ha aggiunto Gentiloni - deve essere quello del motto della Brembo: frenare per correre. A Roma si dice: 'damose una calmata'". 

"Ritorno alla crescita non va sprecato"
L'Italia vincerebbe "il campionato europeo di salto in alto" riguardo la crescita dell'economia, visto che "le previsioni di crescita erano dello 0,8 per cento di aumento del Pil e oggi sono quasi doppie rispetto ad alcuni mesi fa». Per il premier, "questo ritorno alla crescita non va sprecato. L'economia italiana ha percorso una strada molto accidentata: è stata ferma a lungo, si è finalmente rimessa in moto, ora va accompagnata, rassicurata da parte delle categorie e dalle associazioni di impresa; non va certamente dilapidata». L'Italia, ha detto, è "fuori dalla più grave crisi economica che ci ha colpito dal dopoguerra». E questo "in primo luogo del lavoro, delle imprese, delle famiglie, dei nostri territori" ma anche grazie "alle scelte di responsabilità di bilancio». "Se siamo fuori da questa crisi straordinaria - ha spiegato - lo dobbiamo prima ancora delle misure decise dal governo e dal parlamento innanzitutto alla capacità di resilienza del mondo del lavoro e delle imprese». Nei prossimi mesi "abbiamo bisogno di un capitale di fiducia. Senza la fiducia, anche questo contesto più favorevole, i passi avanti fatti faranno fatica a raggiungere gli obiettivi che ci vogliamo porre".