15 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Made in Italy, Coldiretti: Ue contraddittoria su etichette, Italia sia apripista

Di fronte all'atteggiamento incerto e contradditorio dell'Unione Europea che obbliga ad indicare l'origine in etichetta soltanto per alcuni prodotti e non per altri, la Coldiretti invita l'Italia a essere apripista di un'etichettatura trasparente
Prodotti tipici del Made in Italy
Prodotti tipici del Made in Italy (ANSA/ COLDIRETTI)

ROMA - Di fronte all'atteggiamento incerto e contradditorio dell'Unione Europea che obbliga ad indicare l'origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi, per il miele ma non per il riso, per il pesce ma non per il grano nella pasta, l'Italia, che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità, ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme sul codice doganale. E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei due decreti interministeriali per introdurre l'obbligo di indicazione dell'origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda.

Etichetta di origine
L'etichetta di origine obbligatoria - sottolinea la Coldiretti - mette fine all'inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy e risponde alle esigenze di oltre il 96% degli italiani che chiedono venga scritta sull'etichetta in modo chiaro e leggibile l'origine degli alimenti secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole. L'obbligo di indicare in etichetta l'origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all'approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma - continua la Coldiretti - l'etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. 

Il caso del latte
L'Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l'obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l'obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l'obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario - continua la Coldiretti - il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l'emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d'obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell'ortofrutta fresca.

Etichettatura di origine risposta alla crisi
Dal primo gennaio 2004 c'è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l'obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. In un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza pe rispondere alle domande che vengono dai consumatori europei ed internazionali, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, sottolineando che l'etichettatura di origine si è dimostrata un importante elemento di garanzia di fronte agli allarmi sanitari che si rincorrono nel tempo della globalizzazione dei mercati.