23 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Agroalimentare

Con il caldo ciliegie e meloni 15 giorni prima

E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che tra gli effetti del surriscaldamento in atto, nel pianeta ed in Italia, c'è lo sconvolgimento della stagionalità con anomale anticipazioni delle primizie.

Sui banchi dei mercati in Italia sono già arrivate albicocche, pesche, meloni, angurie e ciliegie Made in Italy
Sui banchi dei mercati in Italia sono già arrivate albicocche, pesche, meloni, angurie e ciliegie Made in Italy Shutterstock

MILANO - Con anche quindici giorni di anticipo, sui banchi dei mercati in Italia sono già arrivate albicocche, pesche, meloni, angurie e ciliegie Made in Italy spinti da un caldo record che ha favorito la presenza delle primizie sul mercato. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che tra gli effetti del surriscaldamento in atto, nel pianeta ed in Italia, c'è lo sconvolgimento della stagionalità con anomale anticipazioni. Il mese di aprile - sottolinea la Coldiretti - ha fatto segnare in Italia temperature superiori di 1,65 gradi rispetto alla media dopo che anche l'inverno climatologico aveva fatto registrate una temperatura superiore di 0,49 gradi, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Isac Cnr.
Il risultato è che ad esempio a Roma nei mercati di Campagna Amica, dal Tiburtino all'Acqua Egeria fino all'Eur, si trovano già gli agretti, le more di gelso, i fagiolini, le melanzane, le nespole e le ciliegie locali. Anche i piselli sono In vendita ma - continua la Coldiretti - in questo momento c'è in tutto il Paese la straordinaria occasione di trovare una grande varietà di offerta di frutta e verdure Made in Italy.

Privilegiare gli acquisti dagli agricoltori
Un «insolito tepore» ha infatti sconvolto le coltivazioni con l'eccezionale arrivo di produzioni prima del tempo. E' però importante verificare sempre l'origine nazionale in etichetta che, sostiene la Coldiretti, è obbligatoria per la frutta e verdura e privilegiare gli acquisti direttamente dagli agricoltori dove i prodotti sono anche piu' freschi e durano di più. «A preoccupare - evidenzia la Coldiretti - sono però i temporali violenti ed improvvisi che si sono manifestati anche con grandine che ha colpito a macchia di leopardo le coltivazioni, dalla frutta alla verdura fino ai vigneti sui quali si è abbattuto anche il gelo».
Si tratta di «una conferma dei cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all'alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine ma anche caldo torrido improvviso con pesanti effetti sull'agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni - continua la Coldiretti - ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo».
«Lo sconvolgimento dei normali cicli stagionali impatta sull'economia e rappresenta una sfida anche per i consumatori nella scelta dei prodotti da mettere nel carello. Ad essere smentiti - conclude la Coldiretti - sono anche i libri scolastici e i piu' antichi proverbi come 'a settembre il vino rende' considerato che nella Penisola la raccolta delle uve inizia oggi già ad agosto con circa un mese di anticipo rispetto a 30 anni fa, per effetto dell'aumento delle temperature».