5 giugno 2020
Aggiornato 14:30
Italia spaccata a metà

Fisco, il Nord versa il doppio del Sud

Se al Nord le entrate tributarie pro capite ammontano a un valore medio annuo di 10.229 euro, nel Mezzogiorno, invece, il peso scende a 5.841 euro. A livello regionale a svettare in questa particolare classifica è la Lombardia, fanalino di coda la Calabria.

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Banconote Euro Shutterstock

ROMA - L'81% del gettito tributario complessivo va nelle casse dello Stato centrale. Nel 2016 il fisco ci dà una tregua, ma se entro la fine di quest'anno non saranno recuperati 15 miliardi, dal 2017 scatterà un forte aumento dell'Iva. Questa la stima della Cgia di mestre secondo cui «dalla lettura della graduatoria sul peso delle tasse che gli italiani versano all'erario e agli enti locali, emerge un Paese spaccato a metà».
Se al Nord le entrate tributarie pro capite ammontano a un valore medio annuo di 10.229 euro, nel Mezzogiorno, invece, il peso scende a 5.841 euro. In altre parole, il gettito che grava su ciascun cittadino del settentrione è quasi il doppio di quello che ricade su un residente del Mezzogiorno. Al Centro, invece, lo sforzo fiscale pro capite si attesta a 9.485 euro.

Al primo posto la Lombardia, all'ultimo la Calabria
A livello regionale a svettare in questa particolare classifica è la Lombardia: ogni residente di questa regione versa all'Erario e ai vari livelli di governo locali mediamente 11.284 euro. Seguono i residenti del Lazio con 10.426 euro e quelli del Trentino Alto Adige con 10.320 euro. Appena fuori dal podio troviamo gli emiliano-romagnoli con 10.310 euro pro capite e quelli della Liguria con 9.747 euro pro capite. Chiudono la classifica i campani con 5.854 euro pro capite, i siciliani con 5.556 euro pro capite e, infine, i calabresi con 5.183 euro pro capite. La media nazionale si attesta a 8.572 euro per abitante.

Entrate erariali e contributive primi 5 mesi +1,4%
Le entrate tributarie e contributive nei primi cinque mesi del 2016 evidenziano nel complesso un aumento dell'1,4% (+3.522 milioni di euro) rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Lo rileva il ministero dell'Economia.
«Il dato - spiega - tiene conto dell'aumento dell'1,7% (+ 2.649 milioni di euro) delle entrate tributarie e della crescita delle entrate contributive del + 1% (+873 milioni di euro)». L'importo delle entrate tributarie comprende anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive, quindi integra il dato già diffuso con la nota del 5 luglio scorso.

A maggio entrate tributarie in aumento a 33,8 miliardi
A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,8 miliardi, in crescita rispetto ai 31,0 miliardi nello stesso mese del 2015. E' quanto emerge dal supplemento al bollettino statistico di Bankitalia sulla finanza pubblica.
Nei primi cinque mesi del 2016 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 152,3 miliardi, in aumento del 4,2 per cento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell'anno precedente; al netto di alcune disomogeneità contabili e temporali (riguardanti principalmente l'Irpef, l'IVA, l'imposta di bollo virtuale il canone Rai), si può stimare che la crescita sia stata significativamente inferiore.

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