25 settembre 2020
Aggiornato 18:30
Parla il presidente della Corte dei Conti

Corte Conti Lazio, De Musso: La Metro C è uno scandalo

L'elevato costo contrattuale miliardario ha prodotto, per il momento, solo crescita esponenziale dei costi ed inaccettabili ritardi esecutivi grazie al numero esorbitante di varianti: così il presidente della Corte dei Conti del Lazio denuncia l'opera romana

ROMA - «Un esempio sotto gli occhi di tutti e che la Sezione affronterà a giugno è quello dello scandalo della Metro C di Roma il cui elevato costo contrattuale miliardario ha prodotto, per il momento, solo crescita esponenziale dei costi ed inaccettabili ritardi esecutivi grazie al numero esorbitante di varianti (45)». Così il presidente della Corte dei Conti del Lazio, Ivan De Musso, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2016.

Nodi insoluti
«Secondo la tesi della Procura il contraente generale a cui è affidata la realizzazione dell'opera non è soltanto la controparte dell'amministrazione, cioè non è soltanto l'appaltatore dei lavori» ma, spiega ancora De Musso, «rivestendo la posizione di 'realizzatore globale dell'opera', ritenuta oltretutto strategica, partecipa funzionalmente alla realizzazione del fine pubblico e le condotte produttive di danno erariale emerse nello svolgimento di questo suo compito che può definirsi vero e proprio munus publicum, non possono essere conosciute dal giudice naturale ed esclusivo che è la Corte dei Conti».

Problemi di rendicontazione
Il presidente della Corte dei Conti del Lazio tocca anche il nodo delicato della rendicontazione di Roma Capitale: «Probabilmente affaticata dai problemi che hanno invaso la propria amministrazione, Roma Capitale non ha presentato le contabilità concernenti le gestioni di alcune attività di riscossione affidate ad agenti esterni (ad esempio la società affidataria della riscossione del prezzo dei biglietti per il Colosseo) con la conseguenza di costringere la sezione a trasmettere gli atti alla Procura regionale per le azioni di sua competenza». De Musso sottolinea, inoltre, che «nella vasta tematica della rendicontazione può farsi rientrare anche lo scandalo recentemente riemergono di 'affittopoli', di cui abbiamo già avuto un assaggio con la condanna di un dirigente che aveva consentito che una associazione usufruisse per lungo tempo di un appartamento di proprietà del Comune di Roma con un abbattimento dell'80% del canone di mercato».