27 settembre 2020
Aggiornato 16:00
Tavolo tecnico

Cesef, governo sblocchi Fondo Nazionale Efficienza Energetica

La proposta è di predisporre un sistema di garanzie in grado di favorire l'attivazione di linee di credito per il finanziamento di iniziative nel campo dell'efficienza energetica

ROMA - Un appello affinché il Governo sblocchi il Fondo Nazionale per l'Efficienza Energetica, al palo da due anni a causa della ritardata individuazione del soggetto che lo deve gestire. Un richiamo all'importanza del ruolo che deve svolgere la Cassa Depositi e Prestiti. La proposta è di predisporre un sistema di garanzie in grado di favorire l'attivazione di linee di credito per il finanziamento di iniziative nel campo dell'efficienza energetica.

Fondo nazionale Efficienza Energetica
Sono le indicazioni emerse dal kick-off meeting del Cesef - Centro Studi sull'Economia e il Management dell'Efficienza Energetica - tenutosi ieri a Milano e presieduto da Andrea Gilardoni della Università Bocconi e diretto da Stefano Clerici. Oltre a presentare le attività del Centro per il 2016, si è discusso il tema: «Un sistema di garanzie per sbloccare i finanziamenti all'Efficienza Energetica». Hanno introdotto Andreana Esposito della Cassa Depositi e Prestiti, Rony Hamaui di Medio-credito Italiano e Roberto Moneta dell'Enea. Al meeting erano presenti numerosi e rilevanti esponenti di industria, finanza e istituzioni del settore dell'efficienza energetica (tra cui Albaleasing, Alpiq, Cesi, Coprob, Cva, Eni, E.ON Connecting Energies, General Electric, Hera, Iren, Manutencoop, Sinloc, Studio Radice&Cereda, Susi Partner, Terni E-nergia, Universal Sun, Utilitalia e Whirlpool). Si sono discusse - si legge in una nota - le difficoltà del sistema bancario a finanziare i progetti di efficienza energetica che, secondo tutti, potrebbero essere superate con delle garanzie capaci di ridurre/redistribuire i rischi connessi ad investimenti complessi e difficilmente standardizzabili.

Fondo inutilizzabile per i finanziamenti
Il modello è il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) che sta dando importanti risultati: per gestire un fondo analogo vi sono diversi soggetti con competenze e strumenti adeguati, che occorre solo mettere a sistema. Il Fondo Nazionale per l'Efficienza Energetica, istituito presso il MiSE dal dlgs 102/14, "è oggi in grave ritardo", si osserva. Esso ha una dotazione di 70 milioni l'anno fino al 2020 e ad oggi ammonta a 210 milioni. È utilizzabile per finanziamenti a tasso agevolato ma, soprattutto, per garanzie sui finanziamenti dei progetti in efficienza energetica fino all'80% dei prestiti erogati da banche, redistribuendo il rischio. Può attivare investimenti tra 1 e 2 miliardi, o forse più.

Cesef avvia Tavolo Tecnico
«Il Fondo risulta, tuttavia, bloccato dalla mancata emanazione dei decreti attuativi. La causa? La ritardata individuazione del soggetto gestore; tra i possibili: Cassa Depositi e Prestiti, GSE e Cassa per i servizi energetici e ambientali. Ma qual è la scelta? E quando il Fondo si attiverà? L'efficienza energetica - si legge n ella nota - ha anche numerosi e positivi impatti sul sistema industriale sia per la competitività, sia perché apre i mercati mondiali alle imprese italiane. Un ruolo importante può svolgerlo la Cassa Depositi e Prestiti il cui Piano 2016-2020 dedica attenzione proprio all'efficienza energetica. La Cassa promuove fondi di garanzia che sostengono i finanziamenti bancari e sbloccano gli investimenti. Ma anche l'Enea (e altri enti qualificati) ha un ruolo di rilievo come certificatore tecnico della bontà dei progetti (migliori tecnologie, adeguatezza dei costi, ecc.) e dei risparmi ottenibili». Il Cesef ha avviato un Tavolo Tecnico con i partner per seguire lo sviluppo della questione.