22 settembre 2020
Aggiornato 22:30
Intervista al Sole 24 Ore

«Con Sk Capital Versalis resterà un'azienda italiana»

Lo ha assicurato Barry Siadat, cofondatore e managing director del fondo americano Sk Capital, interessato all'acquisizione della maggioranza di Versalis dall'ENI: «Siamo interessati. Non capisco la paura dei sindacati».

ROMA - «Con Sk Capital Versalis resterà un'azienda italiana con un quartier generale in italia e manager italiani». Lo ha assicurato Barry Siadat, cofondatore e managing director del fondo americano Sk Capital, interessato all'acquisizione della maggioranza di Versalis dall'Eni. Le ipotesi circolate sono di un 70%. Siadat ha confermato l'interesse per l'azienda della chimica di Eni in un'intervista al Sole 24 Ore, sottolineando di pensare come «una società, per essere italiana, debba avere un leader italiano, e con noi ci sarebbe, e un headquarter italiano. Poi non importa chi è l'azionista. Così un'impresa italiana avrebbe la possibilità di espandere il proprio business».

«Non capiamo la paura dei sindacati»
Nessun dettaglio su trattative con Eni e tempi: «possiamo dire solo che siamo interessati, ma nulla di più», ha aggiunto. Per il manager la mobilitazione dei sindacati contro questa eventuale vendita resta incomprensibile: «Per nostra esperienza quando si fa un deal in Italia ci sono molte criticità da superare. Le persone interessate a vario titolo non ci conoscono ed è normale che abbiano qualche timore. È comprensibile. Ma ciò che non capisco - ha spiegato Siadat - è la paura dei sindacati. Versalis con il nostro intervento avrebbe la possibilità di diventare una grande compagnia chimica, indipendente, e in Italia».
Per Versalis le opportunità arriveranno «dall'aumento della produttività degli impianti attraverso investimenti mirati in tecnologie d'avanguardia. In questo si potranno sfruttare le sinergie generate attraverso le società del portafoglio di SK attive nel settore della chimica».