19 agosto 2019
Aggiornato 07:30
«Colpiti» gli obbligazionisti ordinari

Il caso Novo Banco, questa volta a pagare il conto sono anche gli investitori internazionali

Le modalità del salvataggio dell'istituto portoghese Novo Banco rischiano di compromettere la fiducia degli investitori internazionali nei confronti delle banche europee. Il nodo è la violazione del principio del cosiddetto «pari passu», in base al quale tutti gli obbligazionisti della stessa categoria hanno uguali diritti.

LISBONA - Le nuove norme europee per gestire le crisi bancarie suscitano divisioni e scontri, non solo in Italia, come sta avvenendo per le 4 banche (Etruria, Marche, Carife e Carichieti) i cui bond subordinati sono stati azzerati, ma anche in Portogallo.

A Lisbona lo scontro tra grandi fondi di investimento Usa e il governo portoghese riguarda le modalità di salvataggio del Novo Banco, la costola «sana» nata dalla risoluzione del Banco Espirito Santo, una liquidazione finanziata anche dalla clientela retail che possedeva bond subordinati. Come in Italia, anche in Portogallo, questa scelta (burden sharing) aveva suscitato numerose polemiche e proteste.

Ora con l'introduzione della norme europee sul bail-in, diverse da quelle del burden sharing, la necessità di un secondo salvataggio, questa volta del Novo Banco, impone che a coprire le nuove perdite debbano concorrere anche gli obbligazionisti ordinari (senior), tra questi grandi nomi del risparmio gestito quali Pimco e BlackRock. Infatti, lo scorso 30 dicembre, 5 emissioni su 55 di bond ordinari Novo Banco sono stati trasferite dallo Stato patrimoniale del Novo Banco alla «bad band» perdendo il 90% del loro valore: 2 miliardi di euro in fumo, tutti in capo agli investitori esteri.

Immediata la protesta dei fondi colpiti dal provvedimento, in quanto la scelta discrezionale di 5 emissioni su 55 potrebbe violare il principio del «pari passu» che garantisce stessi obblighi e stessi diritti per la medesima categoria di investitori.

Aver colpito solo i bond in mano agli investitori stranieri certamente incontra il favore della popolazione portoghese ma evidenzia quanti problemi sorgano dalla direttiva europea Brrd sul salvataggio e la liquidazione della banche. Tra questi quello legato ai Cds, cioè l'assicurazione che i grandi investitori comprano per coprirsi dalla fallimento dell'emittente di obbligazioni.

E' atteso proprio in questi giorni il pronunciamento della Isda (l'associazione internazionale su swap e derivati) sulla questione sollevata da un investitore istituzionale che si ritrova azzerato il suo investimento in bond. La decisione di Lisbona sui bond ordinari del Novo Banco, avendone azzerato il valore, nei fatti, secondo l'investitore istituzionale, fa scattare il «credit event», cioè il default dell'emittente e dunque il pagamento della assicurazione.

Se l'Isda dovesse riconoscere come fondata la posizione del ricorrente allora alla catena dal bail-in si aggiungerrebbe un altra categoria di soggetti chiamati a pagare, cioè le altre banche che vendono Cds, un modo cui i portatori di bond ordinari del Novo Banco potrebbero ridurre le perdite ma anche evidenzia che il Novo Banco nei fatti è di nuovo in una situazione critica.

(con fonte Askanews)