Italia prima in Europa su reddito procapite agricolo
In un contesto generale di contrazione, ha visto negli ultimi cinque anni il reddito medio Ue del comparto segnare un meno 5,7 per cento, la Penisola ha invece registrato la crescita più forte: un più 26,1 per cento.
ROMA - Italia in controtendenza positiva sul reddito procapite nell'agricoltura in Europa. In un contesto generale di contrazione, ha visto negli ultimi cinque anni il reddito medio Ue del comparto segnare un meno 5,7 per cento, la Penisola ha invece registrato la crescita più forte: un più 26,1 per cento. Una dinamica che si è confermata anche quest'anno, dove con un più 8,7 per cento, a fronte della media Ue del meno 4,3 per cento, l'Italia registra il quinto maggiori incremento assoluto. Decisamente meglio della Germania, solitamente indicata come locomotiva d'Europa che invece in questo caso accusa un meno 37,5 per cento sul 2015 e un meno 35,3 per cento sul cumulato 2010-2015.
Performance che Coldiretti rivendica come risultato di chi «ha scelto di puntare sulla distintività e sulla multifunzionalità dell'agricoltura. Come l'Italia - recita un comunicato - che è il paese leader in Europa per prodotti a denominazioni riconosciuti, imprese orientate al biologico ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%)».
Va subito rilevato che l'aggregato diffuso dall'ente di statistica comunitario, il reddito procapite in agricoltura, è sostanzialmente una misura del valore aggiunto netto agricolo (l'equivalente del Pil) diviso per il numero totale di lavoratori del settore. E che non è un indicatore del reddito effettivo delle famiglie, con cui non va confuso.
Ad esempio questa voce può segnare marcati aumenti semplicemente a riflesso di un calo del numero di addetti totali, o viceversa. E proprio poche settimane fa, lo scorso 26 novembre lo stesso ente aveva pubblicato un'altra analisi che rilevava come dal dal 2003 al 2013 il numero di aziende agricole in Italia è diminuito del 48,6 per cento. Quasi una su due in meno a fronte del meno 27,5 per cento della media europea. In pratica si è assistito ad una concentrazione nel comparto.
Guardando alla performance italiana di quest'anno, secondo i tecnici di Bruxelles va attribuita innanzitutto al venir meno dei problemi sulla produzione di olio di oliva, che avevano colpito il segmento nel 2014, a cui si sono aggiunti miglioramenti anche sulla produzione di vino, sulla frutta e sugli ortaggi freschi. Sul periodo 2010-2015 si è assistito ad una lenta crescita del valore aggiunto agricolo, con una accelerazione quest'anno, che combinandosi ad un calo degli addetti porta al netto incremento del reddito procapite.
Tornando ai dati 2015, l'aumento più consistente è stato registrato in Croazia (+21,5%), seguita da Lettonia (+14,3%), Grecia (+12,1%) e Francia (+8,8%). All'opposto il calo più pesante ha coinvolto i redditi procapite dell'agricoltura in Germania, meno 37,6 per cento, e poi Polonia (-23,8%) e Lussemburgo (-20%). Il calo della Germania, concludono i tecnici di Eurostat, riflette forti diminuzioni dei prezzi su cereali, patate e frutta.
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