10 luglio 2020
Aggiornato 15:00
Decreto salva-banche

Rossi (Bankitalia): «Stop alla vendita di obbligazioni subordinate allo sportello»

Lo ha spiegato il direttore generale della Banca d'Italia: «Accanto alla vigilanza sulla solidità delle anche nostro tradizionale obiettivo, abbiamo capito che occorre vigilare sul fatto che che le banche agiscano correttamente nel rapporto con la loro clientela».

ROMA - Vietare la vendita delle obbligazioni subordinate alla clientela al dettaglio e rendere la Banca d'Italia più vicina al pubblico, ai clienti delle banche. Queste le due riflessioni scaturite in via Nazionale dalla vicenda delle quattro banche salvate dal governo ma costate milioni di risparmi ai clienti che si sono visti azzerare le obbligazioni subordinate in loro possesso degli istituti CariFerrara, CariChieti, Banca Etruria e Banca Marche. Lo ha spiegato il direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, intervistato a In mezz'ora.«Due riflessioni: la prima è che a questo punto ci sembra diventato urgente che prodotti come le obbligazioni subordinate ne venga vietate per legge la vendita al pubblico al dettaglio cosa che abbiamo chiesto per un anno intero in numerosi interventi pubblici e parlamentari. Poi a volte al nostra voce è flebile», ha detto Rossi.
La seconda «riguarda noi, la nostra organizzazione: da relativamente poco tempo, 3-4 anni abbiamo cominciato a investire nella tutela del consumatore, del cliente delle banche. E' una funzione che la legge ci assegna da tre, quattro anni: l'abbiamo svolta inizialmente con timidezza. Tre o 4 anni fa abbiamo cominciato a capire che invece dovevamo investire di più nella tutela del cliente e nell'educazione finanziaria. Al nostro interno abbiamo un servizio di 50 persone che seguono, accolgono esposti da parte della clientela. Ne abbiamo avuto 14mila lo scorso anno. E abbiamo risposto a ciascuno coinvolgendo la banca nei confronti della quale c'era la lamentela».
Certamente - ha concluso Rossi - «accanto alla vigilanza sulla solidità delle anche nostro tradizionale obiettivo, abbiamo capito che occorre vigilare sul fatto che che le banche agiscano correttamente nel rapporto con la loro clientela perchè quello è un pezzo della loro solidità».

Metà bond venduti a istituzionali
La metà delle obbligazioni subordinate vendute dalla 4 banche regionali salvate dal governo sono state vendute ai investitori istituzionali. «Bisognerà distinguere caso per caso. Queste obbligazioni subordinate per quelle 4 banche, lo sappiamo perchè stiamo ricostruendo passo passo quello che è successo, per una buona metà sono state vendute a investitori istituzionali che sanno cosa fanno e cosa comprano, per un'altra meta vendute al dettaglio, al risparmiatore che si presenta allo sportello. Anche qui quando c'è una normativa europea che viene fatta rispettare dalla Consob, che dice che un prodotto finanziario che viene venduto allo sportello deve essere venduto con una serie di accorgimenti».
Parlando delle nuove regole che entreranno in vigore dal primo gennaio sui salvataggi bancari ha spiegato che «bisogna che il consumatore di servizi bancari, il cliente di una banca, impresa o depositante capisca che c'è in Europa un mondo regolamentare che mette al centro la responsabilità individuale un concetto caro ai paesi di pensiero luterano».
«E'una scelta che hanno fatto i popoli europei - ha aggiunto - attraverso il Parlamento europeo che ha votato all'unanimità. E' un po' paradossale che il paese che ha sperimentato per primo queste nuove regole sia l'Italia da cui non è sorta la necessità di avere queste nuove regole, ma questo è», ha aggiunto Rossi, ricordando come «in Italia invece non solo non sono successi casi clamorosi come quelli occorsi in Germania, Francia e Spagna in questi sette otto anni di grandi crisi finanziarie ma anche negli anni precedenti l'impiego di denaro pubblico è stato molto limitato».

Impossibile ricorso soluzione mercato
«In questi anni di crisi grave, di recessione gravissima è diventato molto difficile trovare soluzioni di mercato per risolvere la crisi» di alcune banche più deboli come le 4 banche salvate dal governo. Lo ha spiegato il direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, intervistato a In mezz'ora.
«Tutte le banche hanno problemi di crediti deteriorati nel proprio bilancio - ha chiarito - anche le banche più sane, più robuste che hanno le spalle fortissime. Gli sportelli bancari, che un tempo erano la ghiottoneria, adesso sono molto meno ghiotti perchè la tecnologia avanza e rende gli sportelli bancari diffusi meno interessanti. Questo fa sì che sia stato impossibile per l'Etruria come per le altre tre banche, trovare soluzione di mercato».