6 giugno 2020
Aggiornato 17:00
COP21 Parigi

Conferenza sul clima, cosa è successo oggi (9/12/2015)

Dopo un rinvio di un paio d'ore sull'orario previsto, il presidente della COP21, Laurent Fabius ha consegnato alle 15 la seconda bozza dell'accordo, più breve e semplificata della precedente, ma sulla quale resta ancora da fare, tanto che i gruppi di lavoro proseguiranno probabilmente fino a tarda notte.

PARIGI - E' un'atmosfera sempre più concitata, ma abbastanza ottimista, quella che si respira nel sito di Le Bourget, alle porte di Parigi, dove si va verso lo sprint finale della Conferenza sul Clima. Dopo un rinvio di un paio d'ore sull'orario previsto, il presidente della COP21, Laurent Fabius ha consegnato alle 15 la seconda bozza dell'accordo, più breve e semplificata della precedente, ma sulla quale resta ancora da fare, tanto che i gruppi di lavoro proseguiranno probabilmente fino a tarda notte. La giornata è stata contrassegnata anche dall'intervento del segretario di stato americano John Kerry, che ha annunciato il raddoppio dell'impegno finanziario americano rivolto ai paesi più vulnerabili.

Fabius sprona
«Abbiamo fatto dei progressi, ma resta ancora del lavoro da fare». Il presidente della COP21 ha invitato nuovamente i gruppi di lavoro sul testo dell'accordo ad accelerare per «costruire rapidamente delle soluzioni di compromesso». Fabius ha spiegato che il testo presentato questo pomeriggio «costituisce un passo in avanti» poiché è stato notevolmente ridotto ed è passato «da 43 pagine a 29», quindi «è nettamente migliore, ma ancora troppo lungo». Fabius ha però sottolineato con soddisfazione che «rispetto alla precedente versione sono state eliminate tre quarti delle parentesi quadre», vale a dire dei punti controversi.
Probabilmente si tornerà a lavorare in tre gruppi coordinati da due facilitatori «poiché non si puo' andare a discutere in plenaria riga per riga - spiega ad askanews Francesco La Camera, direttore generale del ministero dell'Ambiente e capo della delegazione italiana alla COP21 - quindi sulle tre questioni principali, cioè l'ambizione, la differenziazione e i mezzi di implementazione, (Fabius) costituirà tre gruppi che lavoreranno tutta la notte e lui si riserverà di avere il testo a un certo orario di domani (giovedì, ndr) per poi arrivare venerdì alla conclusione». Anche per l'Enea, questa seconda bozza rappresenta un'evoluzione del vecchio testo, «intanto perchè è stato semplificato, sono 29 pagine invece di 43, e poi sono stati eliminati molti punti controversi», come ci ha detto Sergio La Motta, «i punti controversi sono stati concentrati in tre grandi tematiche, del finanziamento, ovvero chi paga e quanto paga, la tematica del livello di ambizione, cioè stare sotto i 2 gradi oppure 1,5 gradi e poi il livello della differenziazione degli impegni, cioè chi praticamente deve ridurre le emissioni».

L'impegno americano
Il segretario di stato americano John Kerry ha annunciato che gli Stati Uniti raddoppieranno il loro impegno finanziario verso i Paesi più vulnerabili per far sì che questi possano far fronte ai cambiamenti climatici. «Sono lieto di annunciare - ha detto Kerry dalla COP21 - che gli Stati Uniti raddoppieranno il loro impegno entro il 2020», da 430 a 860 milioni di dollari.

Le perplessità
Di sicuro molte perplessità ancora permangono su quest'ultimo testo che, come ricordano in molti, è un accordo «globale» e quindi necessariamente deve tener conto delle esigenze di tutti. «Alcune parole di questo testo sono imbrattate dalle impronte dei Paesi produttori di petrolio, è un mix di buono, brutto e cattivo, ma ci sono ancora tre giorni di tempo per eliminare gli aspetti peggiori e arrivare ad un buon accordo», ha dichiarato Kaisa Kosonen, rappresentante di Greenpeace. «E' un testo transitorio, martire, sul quale si lavorera tutta la notte e domani vedremo cosa accadrà», ha commentato Seyni Nafo, portavoce del gruppo Africa.

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