7 dicembre 2019
Aggiornato 08:30
Chiuderà le lacune sfruttate per sfuggire alle tasse

Fisco, ecco la ricetta Ocse contro le evasione delle multinazionali

L'Ocse ha elaborato la versione definitiva del piano di azione contro i sistemi di evasione e elusione fiscale delle multinazionali che le era stato commissionato dai Paesi del G20

ROMA - L'Ocse ha elaborato la versione definitiva del piano di azione contro i sistemi di evasione e elusione fiscale delle multinazionali che le era stato commissionato dai Paesi del G20. Battezzato progetto «Beps» (acronimo inglese di Base Erosion and Profit Shifting), prevede di chiudere una serie di lacune normative nelle regole internazionali e nazionali che le grandi società, presenti in più Paesi, sfruttano per far «sparire» i loro utili o per pagare al fisco cifre esigue limitatamente nei Paesi dove svolgono scarse attività. Il piano verrà presentato al vertice che si terrà giovedì 8 ottobre a Lima, in Perù, durante le assemblee autunnali di Fondo monetario internazionale e Banca mondiale.

Le predite
Secondo i calcoli dell'Ocse, i sistemi di pianificazione aggressiva e «ottimizzazione» delle politiche fiscali delle multinazionali sottraggono cumulativamente tra i 100 e i 240 miliardi di dollari l'anno alle entrate fiscali dei Paesi, pari al 4-10 per cento delle imposte sui redditi di impresa.

Un problema di fiducia
L'impatto risulta anche più grave nei Paesi in via di sviluppo, data la loro dipendenza da questa fonte di gettito. Ma non è solo una questione economica: «è anche un problema di fiducia», ha commentato il segretario generale dell'Ocse Angel Gurría. «Queste pratiche stanno togliendo ai paesi fonti importanti per rilanciare la crescita e per gestire gli effetti della crisi globale. Ma stanno anche erodendo la fiducia dei cittadini sull'equità del sistema fiscale globale».

Cambiamento
Secondo Gurria le regole proposte rappresentano «il più grande cambiamenti alle regole fiscali internazionali da un secolo a questa parte». Il progetto va ben oltre i 20 Paesi che lo hanno richieste, coinvolge infatti circa 90 Stati in tutto il mondo che ora saranno chiamati a ratificarlo nel corso del 2016.

Coerenza, standard, trasparenza
Il piano Ocse G20 poggia su tre pilastri: introdurre coerenza tra i sistemi fiscali nazionali in merito alle attività trans frontaliere; rafforzare in maniera sostanziale gli standard internazionali e assicurare il principio che la tassazione avvenga nell'area dove è stata svolta l'attività, o creato valore economico. Terzo pilastro, si vuole migliorare la trasparenza, assieme alla certezza del diritto a favore di Stati e imprese.

Commenti positivi
Positivi i primi commenti. Secondo Pierre Moscovici, commissario europeo agli Affari economici e alla fiscalità «l'Ocse ha fatto un lavoro notevole nell'aiutare gli Stati a trovare soluzione d un problema condiviso. Il piano presentato rappresenta una pietra miliare per rendere la tassazione più equa e efficiente a livello globale, e verso maggiori trasparenza e efficienza. Ora - ha concluso con un comunicato - dobbiamo assicurarci che queste misure vengano attuate in manier coerente e efficace».

(con fonte Askanews)