23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
A sostenerlo è il Cresme

Roma è un grande polo economico, ma produttività bassa

Con quasi 2 milioni di residenti attivi rappresenta la settima metropoli europea e lo stesso vale se si considera la produzione di ricchezza (PIL), la consistenza occupazionale ed il numero di imprese. Il problema principale è rappresentato dai bassi livelli di produttività urbana

ROMA - Roma è indubbiamente un grande polo economico se si considera suo potenziale produttivo. Con quasi 2 milioni di residenti attivi rappresenta la settima metropoli europea e lo stesso vale se si considera la produzione di ricchezza (PIL), la consistenza occupazionale ed il numero di imprese. Il problema principale è rappresentato dai bassi livelli di produttività urbana, direttamente riconducibili ai bassi tassi di attività, all'elevata disoccupazione, ad una struttura demografica troppo sbilanciata sulle classi anziane. A sostenerlo il Cresme nel rapporto presentato in occasione dell'assemblea annuale dell'Acer a Roma. I giovani, stando allo studio, sono pochi e molti se ne vanno e la mancanza di opportunità di inserimento lavorativo non rappresenta certo un fattore di attrazione per i giovani, che già costituiscono una quota assai ridotta rispetto a quella di altre città economicamente più dinamiche e competitive. La popolazione giovane (0-19 anni) rappresenta il 18% della popolazione romana, a Lione Parigi e Londra circa il 25%. Roma non riesce ad attirare e soprattutto a trattenere i giovani che ci sono e che sempre più di frequente sono costretti ad emigrare per l'assenza di prospettive.

Situazione problematica sul lavoro
La situazione del mercato del lavoro è molto problematica. con un tasso di disoccupazione all'11,3% l'area romana si colloca al quarto posto tra le metropoli europee, sebbene con un notevole salto rispetto alle prime tre in classifica. Ancor più grave la situazione giovanile, con il 48,9% di disoccupati Roma schizza al terzo posto, dopo Atene (52,5%) e Madrid (54,8%). Situazione anche peggiore di quella di Barcellona, che si ferma al 45,3%. La presenza di anziani in rapporto alla popolazione in età lavorativa, invece, colloca Roma ai primi posti in Europa. Con 32,6 ultra sessantacinquenni per 100 residenti in età lavorativa, Roma è seconda solo a Milano. Una situazione gravissima, destinata peraltro a peggiorare nel prossimo decennio, con il progressivo invecchiamento del folto contingente di nati negli anni '60. 

Sul social Housing Roma tra le ultime
Roma è agli ultimi posti in Europa per il dotazione di social housing, attualmente solo il 4,3% delle famiglie ne usufruisce. Meno di Roma solo Milano, con una quota del 3,4%. Pratica ben più radicata nelle città del nord, dal 48% di Amsterdam, al 21,4% di Copenaghen, al 17% di Parigi, al 16,6% di Lione, al 15,6% di Londra, al 13% di Berlino. E' quanto emerge da una ricerca del Cresme realizzata anche con il contributo della Camera di Commercio, dal titolo "Scenari economici delle maggiori città europee a confronto: dove si colloca Roma?", presentata in occasione dell'assemblea annuale dell'Acer a Roma. «In una fase storica come quella attuale, il social housing potrebbe dare risposta ad una consistente quota di famiglie troppo ricche per l'edilizia sociale, e troppo povere per accedere al libero mercato», spiega la ricerca.

(con fonte Askanews)