31 maggio 2020
Aggiornato 06:30
Il taglio dell'assegno sarebbe progressivo

Baretta:«Maggiore flessibilità in uscita non comporta costi eccessivi. Si può fare»

Il costo dell'operazione, secondo il sottosegretario all'Economia, sarebbe inferiore ai 4 miliardi di euro

ROMA (askanews) - Per allegerire il peso della flessibilità nelle pensioni l'anticipo potrebbe essere introdotto in maniera graduale con tagli alle prestazioni legati al reddito. E' quanto spiega il sottosegretario all'economia, Pier Paolo Baretta, in un'intervista al Corriere della Sera.

Baretta: I numeri di Boeri sono esagerati
«Se nel mediolungo periodo la flessibilità porta risparmi, nell'immediato dei costi ci sono. Ma possono essere sostenibili, del tutto sostenibili» sottolinea Baretta dopo che il presidente dell'Inps, Tito Boeri, ha valutato in 8,5 miliardi di euro l'anno l'impatto della proposta. Ma secondo il Sottosegretario «quei numeri sono esagerati. Danno per scontato che tutte le persone deciderebbero di andare in pensione prima e che sfrutterebbero anche il massimo anticipo possibile. Irrealistico» mentre «la stima di Boeri non tiene conto di altri risparmi indiretti. Con la flessibilità avremmo meno esodati, per i quali finora abbiamo speso oltre 11 miliardi di euro. E avremmo anche meno lavoratori con la cassa integrazione in deroga, per la quale ogni anno lo Stato sborsa 2,5 miliardi».

L'impatto dell'operazione sarebbe meno della metà di quanto indicato dall'Inps
Oltre a questo, allo studio del governo ci sono una serie di meccanismi per abbassare il costo come il taglio progressivo dell'assegno in base agli anni di anticipo ma anche una riduzione dell'assegno collegata «al livello del reddito: se prendi una pensione da 1.500 euro, dico per dire, ti taglio il 2%, se ne prendi 2.500, a parità di altre condizioni, ti taglio un po' di più. Oppure si potrebbe introdurre la flessibilità in modo graduale. Nel 2016 consenti di uscire con un anno di anticipo, nel 2017 con due anni di anticipo, nel 2018 sali fino a tre. E così via». Alla fine l'impatto dell'operazione, secondo Baretta, sarebbe «meno della metà rispetto a quanto indicato da Boeri» quattro miliardi «anche meno».

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