23 agosto 2019
Aggiornato 04:00
Dopo i dati dell'Istat

Cisl: «Per combattere il caporalato bisogna promuovere il lavoro agricolo di qualità»

I dati diffusi oggi dall'Istat confermano che l'occupazione tiene - anzi cresce - nelle aziende più virtuose

ROMA (askanews) - «Dall'Istat è arrivata oggi la conferma dell'importanza del lavoro agricolo di qualità e del valore, sociale ed economico, di quelle aziende che puntano su più alti standard di tutela occupazionale». Luigi Sbarra, segretario confederale Cisl e Commissario nazionale Fai-Cisl commenta i dati diffusi oggi dal Report Istat sull'Agricoltura.

Cisl: Bisogna sostenere il lavoro agricolo di qualità
«La fotografia presenta una forte crescita delle aziende multifunzinali e di quelle capaci di diversificare le fonti di reddito - aggiunge -. L'occupazione tiene, e anzi risulta in aumento, nelle realtà più strutturate e innovative: a riprova che il lavoro e l'impresa di qualità sono i binari su cui avviare una ripresa sostenuta e sana, capace di coniugare la competitività al consolidamento dei diritti dei lavoratori. Ecco perché, in tema di sfruttamento del lavoro e di caporalato, è fondamentale dare piena attuazione alla rete del lavoro agricolo di qualità e rendere operative le articolazioni territoriali della cabina di regia che il sindacato ha voluto istituire presso l'Inps per orientare in modo collegiale l'attività ispettiva».

E' fondamentale il ruolo delle parti sociali
«La strada maestra è quella che passa per la valorizzazione, anche con meccanismi di premialità, delle imprese innovative, sane, strutturate, che intendono muoversi sul terreno del pieno rispetto delle regole - conclude -. Fondamentale il ruolo che possono dare le parti sociali, anche con gli strumenti della bilateralità. La Cisl è impegnata a costruire un rinnovato modello contrattuale per il settore agroalimentare per sostenere la crescita ed il lavoro, per affermare le ragioni dei diritti e delle tutele, per costruire un nuovo equilibrio tra impresa e lavoro».