19 ottobre 2019
Aggiornato 10:00
Sel attacca l'Esecutivo

Paglia: «Un gran pasticcio sui buoni pasto. Il governo ci ripensi!»

Sinistra Ecologia e Libertà chiede l'intervento dell'Antitrust: «Tutte le nostre proposte sono state rigettate, ma oggi i nodi vengono al pettine, con grave danno per molti lavoratori, che rischiano di ritrovarsi di fatto privati di un pezzo di salario»

ROMA (askanews) - Sinistra Ecologia e Libertà si scaglia contro l'Esecutivo, accusato di privare di un diritto acquisito la maggior parte dei lavoratori che percepiscono i buoni pasto. A parlare è il deputato Giovanni Paglia, in Commissione Finanze a Montecitorio.

Paglia: Il governo ci ripensi
«Quando furono introdotti incentivi fiscali ai buoni pasto elettronici e ne fu innalzato l'importo massimo a 7 euro, proponemmo tre correttivi. Il primo era eliminare l'obbligo ipocrita di non cumulabilità dei buoni, permettendo ai lavoratori di spenderli anche in un'unica soluzione. Tutti sanno infatti che la maggior parte vengono spesi al supermercato, ed è giusto che sia possibile farlo. Il secondo obbligare i Pos appositi a ricevere tutte le card elettroniche e non solo quelle di una o dell'altra compagnia, per rendere reale la concorrenza fra le società emettitrici. Il terzo imporre un limite massimo del 3% alle commissioni applicate agli esercenti, perché è troppo facile prendere contratti con ribassi mostruosi e poi scaricarli su bar e ristoranti, ovviamente con il ricatto», sostiene il capogruppo di Sinistra Ecologia Libertà in comissione Finanze a Montecitorio, Giovanni Paglia.

I nodi vengono al pettine
«Tutte proposte rigettate, ma oggi i nodi vengono al pettine, con grave danno per molti lavoratori, che rischiano di ritrovarsi di fatto privati di un pezzo di salario», aggiunge il deputato di Sel. «Pare inoltre - prosegue l'esponente di Sel - che già oggi un operatore della grande distribuzione accetti esplicitamente i buoni pasto solo dai propri soci. Se così fosse, dovrebbe intervenire l'Antitrust, perché fatta salva la possibilità di stipulare o meno convenzioni con le società, non si possono poi discriminare categorie di clienti, per di più in conflitto di interessi. Ci auguriamo che ora ci sia un ripensamento del governo - conclude Paglia - nella direzione da noi auspicata».