19 novembre 2019
Aggiornato 21:00
320 milioni di euro di aiuti

Aiuti pubblici alla Brebemi, Legambiente: «Serve una nuova gara!»

Legambiente Lombardia ha inviato un esposto a Cantone e alla Corte dei Conti

MILANO (askanews) - "Grave alterazione" dei parametri alla base della gara di concessione, distorsione della concorrenza e violazione dei principi comunitari, contributo pubblico «riconosciuto passivamente» al concessionario. A finire nel mirino di Legambiente Lombardia è la tormentata Brebemi, il collegamento autostradale tra Milano e Brescia, che lo scorso 6 agosto con delibera del Cipe ha ottenuto il via libera per un contributo pubblico di 320 milioni di euro (260 a carico dello Stato e 60 dalla Regione Lombardia) e la proroga della concessione di 6 anni, da 19,5 a 25,5 anni, oltre al reinserimento del valore di subentro a fine concessione per 1,205 miliardi.

Legambiente contro la Brebemi
Una decisione che a Legambiente Lombardia proprio non è andata giù tanto da spingerla a scrivere un esposto che a breve arriverà sulle scrivanie dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, della Corte dei Conti, della presidenza del Consiglio e della Commissione europea. Per capire le ragioni di questa mossa occorre ricordare che la Brebemi, con i suoi 62,1 chilometri di tracciato, è stata inaugurata dal premier Renzi poco più di un anno fa come significativo esempio di finanza di progetto applicata alle opere autostradali. La Brebemi si candidava ad essere, cioè, la prima autostrada finanziata con soldi privati. Ma dal primo studio di pre-fattibilità, datato 1996, all'apertura dei caselli i costi sono lievitati a 2,4 miliardi contro gli 800 milioni iniziali.

Serve una nuova gara di concessione
Non solo, i transiti sono decisamente inferiori rispetto alle previsioni contenute nel business plan. Dunque, alla società di gestione, la Brebemi Spa, non bastano più una concessione ventennale e i pedaggi autostradali per rientrare sui costi di realizzazione. Di qui la necessità di prorogare di 6 anni la licenza e di ottenere un contributo pubblico che è pari a circa il 20% dell'investimento iniziale. Di qui l'esposto di Legambiente Lombardia, in cui si osserva che «dall'intervento agevolativo non discende alcuna utilità pubblica né in forma di riduzione di costo per gli utenti né in forma di aumento del traffico autostradale e dei correlati benefici di rete ed ambientali». Ma soprattutto l'associazione ambientalista contesta che l'intervento pubblico «costituisce una grave alterazione dei parametri sui quali si fondava la conseguente gara di concessione, per la quale era elemento dichiaratamente fondamentale l'assenza di qualsivoglia costo a carico dello Stato».

I costi sono coperti dalla Bei e dalla Cdp
Non solo: «la modifica ex-post delle condizioni a base della gara altera i presupposti fondamentali della gara di concessione introducendo elementi radicalmente distorsivi della procedura svolta e della concorrenza e viola i principi comunitari in materia». Ecco perche scrive Legambiente se l'intervento pubblico deve esserci «non deve essere riconosciuto passivamente all'operatore concessionario bensì posto eventualmente a base di una nuova gara di concessione». A tutto questo, fa notare Dario Balotta, responsabile trasporti Legambiente, si aggiunge il fatto che «i costi sono coperti per la maggior parte da istituti finanziari pubblici come la Bei (Banca europea degli investimenti) e dalla Cassa Depositi e Prestiti, oltre che dalle partecipazioni degli azionisti pubblici e privati con Banca Intesa (che possiede il 42% di Autostrade Lombarde, a sua volta proprietaria del 78% di Brebemi)».

Sarà il peggiore dei mali per gli utenti
"Scriveremo al presidente Cantone per verificare la congruità delle regole di affidamento cambiate platealmente dopo un anno di attività fallimentare della A 35 - continua Balotta - Con 320 milioni di aiuti, cui va aggiunto il costo di subentro di 1,2 miliardi, incredibilmente ripristinato dopo l'eliminazione da tutte le concessioni decisa da Tremonti per ridurre l'indebitamento dello Stato, 50 milioni del collegamento con l'A4 a Castegnato, 110 milioni per la viabilità a Segrate area terminale della Brebemi ad est, almeno 400 milioni di minori introiti fiscali, la A35 può già contare su 2.080 miliardi di aiuti (diretti e indiretti) senza contare il valore di 6 anni di allungamento della concessione. A questo punto abbiamo la certezza di un project financing alla rovescia. Anziché con i pedaggi dei veicoli i 2,4 miliardi di costo della Brebemi vengono piano piano ripagati dallo Stato. Così utenti e contribuenti pagheranno cara la Brebemi e il rimedio si rivelerà peggiore del male".