26 giugno 2017
Aggiornato 05:30
Intanto ankara e Mosca sono vicine all'accordo sul prezzo del gas

Turkish stream: tutto tace ma Saipem si muove

La piattaforma posa tubi Castoro Sei della controllata Eni si sta dirigendo verso il porto di Anapa in Russia, che dovrebbe raggiungere il prossimo 6 luglio, per iniziare la costruzione della tratta sottomarina nel Mar nero del gasdotto fra Russia e Turchia. Anche la Saipme 7000 ha mollato l'ancora ma rimane nei pressi delle coste bulgare

MOSCA – La piattaforma posa tubi di Saipem Castoro Sei si sta dirigendo verso il porto di Anapa in Russia, che dovrebbe raggiungere il prossimo 6 luglio stando alle indicazioni di marinetraffic.com, per iniziare la costruzione della tratta sottomarina nel Mar nero del gasdotto Turkish stream. Nei giorni scorsi alcuni giornali hanno riportato la notizia che anche la Saipem 7000 ha mollato l'ancora, ma per ora rimane vicina alle coste bulgare.

MANCA ACCORDO CON TURCHIA - Per ora né Saipem né Gazprom hanno rilasciato dichiarazioni a riguardo. Nelle scorse settimane l'amministratore delegato del colosso energetico russo, Aleskey Miller, aveva annunciato che i lavori per la costruzione della parte offshore di Turkish stream sarebbero partiti entro giugno, ma così non è stato. Rimane infatti, nonostante le recenti aperture di Ankara, da definire un accordo politico fra Russia e Turchia che impegni i due Paesi nella costruzione dell'infrastruttura. Per ora Mosca ha ricevuto l'ok per la realizzazione della prima delle quattro tratte di Turkish stream, che complessivamente dovrebbero trasportare 63 miliardi di metri cubi di gas russo, dei quali 45 andrebbero a soddisfare le esigenze turche. Il 25 giugno scorso Andrei Kruglov, il direttore finanziario di Gazprom, durante una conferenza stampa ha annunciato che la sua compagnia ha fondi a sufficienza per costruire la prima linea del gasdotto, ma che deve ancora decidere se costruire la prima linea, che avrà una capacità di 15,75 metri cubi, con partner o da sola.

VERSO L'INTESA SUL GAS FRA MOSCA E ANKARA - Come ha fatto notare Reuters il maggiore ostacolo da parte turca è la mancanza di un accordo con i russi per il prezzo di importazione del gas, anche se Gazprom nega che le due questioni siano collegate. I due Paesi dovrebbero raggiungere un'intesa entro metà luglio, ma nel caso non si riuscisse a trovare una soluzione soddisfacente per entrambe le parti la Turchia ha annunciato che ricorrerà a una corte di arbitrato internazionale. La Russia, che è il primo fornitore di metano della Turchia si è detta disponibile ad applicare uno sconto del 10,25 per cento agli acquisti della compagnia energetica turca Botas, dopo i prezzi agevolati concessi nei mesi scorsi a diverse aziende della penisola Anatolica.